di Lucia Giorgianni

Chi chiede parola?” Con questa formula di rito, l’araldo invitava tutti gli ateniesi, riuniti nell’agorà, ad esprimere le loro mozioni. Se approvate, diventavano immediatamente operative.

La democrazia – démos cràtos, potere del popolo – nacque dalla civiltà greca nel V secolo a.C. Fu per scongiurare il massacro della primitiva umanità, e probabilmente la sua estinzione, che venne individuata la via da seguire: la definizione del bene comune inteso come ciò che avrebbe portato maggiore vantaggio alla collettività.

Dedicato a tutti coloro si apprestano a iniziare il nuovo anno scolastico.

di Massimo Mascheroni | ODRZ

Alcune cose da evitare durante le lezioni:

Prendere il sole alla finestra. Un mio compagno di classe, tale Medaglia (il nome non lo ricordo), spesso, arrivava con la crema abbronzante, posizionava la sedia rivolta verso una delle finestre che c’erano in classe e, con assoluto distacco verso tutto e tutti, si metteva a torso nudo, si spalmava la crema e, come se fosse in spiaggia, prendeva il sole.

La famosa ‘sindrome di Nimby’ contagia anche il Bel Paese: tutti Charlie, finché non tocca a noi.

di Giordano Di Fiore

Italietta, veniva chiamata un tempo, in senso dispregiativo. Quella dei trasformismi giolittiani, che divenne la patria del Duce, e che, in seguito, cambiò sempre, per non cambiare mai, rimanendo sempre, la nazione clerical-borghese ben descritta da Pasolini ormai cinquant’anni fa.

di Cristina Arduini

Un poliziotto con in mano una torcia si arrampica faticosamente su macerie di quella che una volta era una casa. Nessuno parla ed il silenzio è assordante. La luce della torcia si sposta rapidamente intorno ed il silenzio è sempre profondo. Non si sente nulla, niente di niente. Lo stesso agente, probabilmente in stato di shock, sembra quasi non credere a quello che vede e avanza, sperando, forse, di sentire almeno un grido di aiuto.

un racconto di Giordano Di Fiore

Sangue, sangue, ancora sangue. Dalla finestra della stazione meteorologica di Caleb-Athan, dove ci siamo rifugiati per sfuggire alle bombe ed agli attentati, non si riesce a distinguere più nulla.

Soltanto un gran polverone, e l’odore acre del sangue rappreso, che prende allo stomaco, senza possibilità di soluzione: siamo qua da tre mesi, e non mi riesco ancora ad abituare.

di Gianmarco Cravero

…..i temporali, in montagna, hanno una potenza incredibile, selvaggia direi, se parlassi di qualcosa di umano, tangibile, vivo, diciamo, ma sono sicuro di non riuscire comunque a spiegare quello che vedo e su cui rifletto. Persino parlare di tuoni e lampi è minimizzare ciò di cui sono testimone. In realtà, poi, guardando ipnotizzato gli scrosci d’acqua senza fine, la corsa delle nuvole che, letteralmente, si scontrano sospese sulla valle, scoprendo a tratti le vette poderose dei monti, non è esattamente la vista che seguo, quanto piuttosto i pensieri che, passando oltre la tempesta e l’orizzonte lontano, mi feriscono la mente.

di Lucia Giorgianni

“Se vince Sala, nel suo consiglio ci saranno quindici donne, se vince Parisi ce ne saranno solo quattro”, a questo grido si svolgeva la campagna pro-Sala; “finalmente un sindaco donna!” hanno sbandierato molti comuni alle amministrative;voto alle donne, se devo scegliere, scelgo donna!recitava lo slogan di una campagna sociale.

di Cristina Arduini

Assetata e stanca, cerco acqua da bere. Non voglio bibite gassate, succhi, te o altri intrugli. Voglio acqua. Possibilmente fresca e corrente. Ecco sono fortunata, anche perché mi sono aiutata con il mio smartphone, ho trovato una fontanella o vedovella, come viene chiamata qui a Milano. Alta abbastanza da vederla con facilità, con una forma caratteristica, rassicurante, di ghisa dipinta con un brillante verde ed una magnifica testa di drago da cui scende un filo continuo di acqua. Quindi freschissima.

 

di Roberta Meroni

Seduta dinanzi ad un buon tè chiacchiero con Daniela, Caterina e Sara e mi chiedono:

“A Milano dove abiti?”

all’Isola… Porta Garibaldi, Piazza Gae Aulenti…”

“Isola ..Isola dove abitava Anna Del Bo Boffino mi pare?”

“Certo dalle mie finestre vedo il palazzo dove abitò!!”

A questo punto abbiamo iniziato a ricordare…..e ricordarla.. Una domanda comune a noi tutte:

“ Perché non la si legge più? E perché i suoi libri non si pubblicano più?”

di Massimo Mascheroni | ODRZ

Agli inizi degli anni ’80, ero solito trascorrere le vacanze estive, al mare, sulla riviera ligure di ponente, insieme ad altri tre disperati. Eravamo i quattro moschettieri.

Io, all’epoca unico patentato, con in dotazione una Autobianchi A112 color caffellatte di proprietà di mio padre, Sergio, il bello della compagnia, attratto in egual misura da musica diversa, demenzialità varie e ragazze, Roberto, detto Robertone, di qualche anno più giovane di me, ma grande e grosso il doppio, Paolo, il più giovane, che noi chiamavamo Fantozzi, non perché assomigliasse a Paolo Villaggio (in realtà era il sosia sputato di Dustin Hoffman), ma perché di cognome faceva, appunto, Fantozzi.