di Lucia Giorgianni

Immaginare la Milano del futuro attraverso la rigenerazione degli scali ferroviari: una superficie  complessiva di oltre un milione di metri quadrati in grado di cambiare il volto della città.
Questo il tema del workshop “Dagli scali, la nuova città”  organizzato allo Scalo Farini, dal 15 al 17 dicembre dal gruppo Ferrovie Italiane insieme con Comune di Milano e
Regione Lombardia.

di Lucia Giorgianni

Intervista a Walter Monici, architetto designer, che ha partecipato attivamente al Workshop sulla riqualificazione degli Scali Ferroviari, in rappresentanza della fondazione Perilparco, portando il suo contributo ad uno dei tavoli di lavoro chiamati a presentare una visione possibile della Milano del futuro. Ne è emerso un progetto innovativo, di cui ci parla in questa intervista.

di Massimo Mascheroni | ODRZ

Tra la metà degli anni ’90 e la fine degli anni 2000, La Cueva è stata uno dei punti di riferimento della Milano alternativa e meno convenzionale. Situata in una zona strategica della città, di fronte alla Darsena, ed incastonata in un seminterrato, per anni funse da spazio multimediale, con una programmazione inarrestabile di eventi. Si passava, con estrema disinvoltura, da mostre fotografiche ad installazioni scultoree, da performance di arte contemporanea a concerti di musica elettronica: ogni evento riusciva a catalizzare una incredibile quantità di pubblico, eterogeneo, come le serate che venivano proposte. Signore impellicciate della Milano bene chiacchieravano amabilmente con schiere di dark, punk e hipster. Il tutto nella più assoluta tranquillità.

di Giordano Di Fiore

Lo avete già letto un po’ dappertutto: il PD vince tra i ricchi e perde tra i poveri. Cerco di semplificare, perché, tanto, gira e rigira, il concetto è questo.

Renzi non ha sicuramente la colpa di questa “rappresentanza tradita“: restando semplici e un po’ banali, pressoché chiunque si è trovato a commentare le profonde trasformazioni avvenute nella società durante lo scorso secolo. Non esistendo più la dicotomia padrone-operaio, la disarticolazione rende arduo lo sforzo per conciliare i molti interessi che competono sulla scena: restando nel mondo dei salariati, sicuramente gli interessi dei lavoratori a tempo indeterminato con art. 18, di quelli senza art. 18, dei lavoratori a tempo determinato, a chiamata, a voucher, a partita iva, in nero, ecc. spesso sono in competizione. Se poi ci mettiamo dentro pensionati, esodati, disoccupati (di breve, medio, lungo periodo), piccola e media impresa – per restare nell’ambito di una rappresentanza potenzialmente “di sinistra” – capite che intercettare il consenso diventa un’operazione pericolosa, che rischia di scontentare tutti, per non lasciare indietro nessuno.

di Cristina Arduini

Parliamo un po’ di cose serie.

E’ decenni, almeno venti, che, con cadenza regolare, nell’imminenza delle ferie estive e natalizie, la Regione Lombardia promulga leggi, regolamenti, delibere di giunta che stravolgono leggi o regolamenti, che hanno visto mesi di lavoro di funzionari, tecnici di comuni, province, associazioni. E anche questo Natale non si manca all’appuntamento.

di Massimo Mascheroni | ODRZ
Negli anni in cui non esistevano internet e annessi (smartphone e applicazioni varie), uno dei sistemi per comunicare era la lettera cartacea.
Io e Robertone, uno dei quattro moschettieri dell’estate al mare (vedasi Comunicato n.9), instaurammo una fitta corrispondenza, che durò qualche anno.
Con la stessa logica che caratterizzava le nostre vacanze, le lettere erano una sorta di mondo parallelo musicale, fuori da ogni logica.
Il tratto distintivo era lo sberleffo al limite della demenza totale, ed il nonsense elevato a scrittura.

di Cristina Arduini

Il 15 agosto 1943 è una giornata calda, caldissima. Anzi, è un agosto particolarmente afoso e caldo. Ma i bombardieri inglesi arrivano di notte, verso mezzanotte e scaricano su Milano tonnellate di bombe, in quattro giorni 3.200 tonnellate, circa 2000 morti e La Scala, come i milanesi la chiamano, è distrutta. I vigili del fuoco fanno anche fatica a spegnere l’incendio, non arriva l’acqua, le strade sono piene di macerie e l’elettricità manca.La volta è sfondata, i laboratori, gli uffici e buona parte dei palchi non ci sono più. Solo il palcoscenico si è salvato, grazie al sipario ignifugo.