di Giordano Di Fiore

Referendum nel lombardo-veneto, timori di secessione in Catalogna, dichiarazione d’indipendenza del Kurdistan iracheno.

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IN|DUST|REAL|Video art event, VIII edition dal 8 Giugno al 18 Giugno 2017 Vernissage: Giovedì 8 Giugno, ore 18.30

In collaborazione con Università di Oradea – Dipartimento di Arti Visive ( Romania) Visual Container , Milano ( Italia ), Conflux Oradea ( Romania ) Muzeul Ţării Crişurilor Oradea ( Romania )

di Giordano Di Fiore

Il ricordo si sa, sbiadisce tutto. Le emozioni si attenuano, creando un flusso originale, del tutto assimilabile al concetto di saudade.

Il ricordo è quello di una classe elementare, nei primi anni ’80, che si avvia verso la pesa pubblica di Via Osoppo, e si pesa. 4 o 5 quintali? Boh, chissenefrega.

Ricordo invece un bel sole ottobrino, di quelli tipici milanesi, che non scaldano.

Vivevo nelle case popolari di via Civitali, zona San Siro.

Oggi quelle case sono un ghetto. Allora il concetto di ghetto non esisteva.

Performance Multimediale di Lino Strangis

Vernissage Mercoledì  24  Maggio 2017  ore 19.00 inizio performance ore 20.00 ingresso gratuito

di Giordano Di Fiore

Siamo contenti. Il fascismo è stato arginato.

Tuttavia: da un lato, il fascismo. Vade retro, ci mancherebbe. Dall’altro lato? Ecco, questo è il punto. Oggigiorno recarsi all’urna è diventato tutt’altro che entusiasmante. Votare Clinton, Macron, il nostro Renzi: i cosiddetti neo-liberisti.

di Giordano Di Fiore

Non è raro imbattersi, in questo confuso periodo storico, nella strana categoria del socialista liberista. C’è anche un famoso libro – Il liberismo è di sinistra – a corredare la suddetta categoria di un impianto scientifico.

I socialisti liberisti sono soliti berciare contro la sinistra più tradizionale, utilizzando un’unica argomentazione. Quella che tesse le lodi delle magnifiche sorti e progressive della globalizzazione. Globalizzazione che, ogni giorno, strappa migliaia di persone alla fame; globalizzazione che, addirittura, si sostiene, è riuscita a rimettere in moto gli stabilimenti Fiat, dati ormai per spacciati, grazie alla neutralizzazione del sindacato, e la, conseguente, apertura totale al mercato.