Siamo uomini o limoni? Coronavirus e paura di morire, oggi come sempre

di Giordano Di Fiore

Non avendo mai vissuto un evento epico e catastrofico in prima persona, tramite le avventure di Covid19, la star dei virus, sto sperimentando in modo un po’ più diretto una moltitudine di pagine letterarie, o anche semplicemente i racconti di mio nonno sulla guerra.

Il genere umano, di fronte ad eventi eccezionali e verso i quali è, più o meno, impotente, torna ad essere maschera, caricatura, e si tipizza. C’è lo spavaldo, il fifone, quello serioso, l’ironico, il cinico, l’ansioso, il fatalista, ecc. ecc.

Di fronte alla profonda umanità di un evento del genere, cominciano a saltare parecchie coperture. In particolare, quelle introdotte dalla politica, che dietro al solito dualismo destra-sinistra, non ha ancora rinunciato a fornire indicazioni morali.

Tuttavia, di fronte alla paura di morire, non c’è populista, sovranista o liberista che tenga: il genere umano si semplifica molto, sino a poterlo riassumere in sole due macro-categorie. Ci sono persone risolte, baciate dall’amore. E persone più fragili, dunque più fobiche, nervose, spaventate, insicure, rabbiose.

Facendo un esempio, un comportamento, che parrebbe scevro da valutazioni etiche, come indossare la mascherina, diviene, nel momento emergenziale, un gesto pieno di implicazioni, e di reazioni.

Di fatto, da parte di coloro che sfottono, e da parte di coloro che, al contrario, si comprano l’ultimo modello di ffp3 al mercato nero, c’è lo stesso tipo di consapevolezza o sentore. La nostra estrema fragilità nei confronti della morte. Destino ineluttabile, che non ha mai trovato spiegazione, e che diventa motore della vita stessa.

Colui che sbeffeggia i mascherati fornisce la sua prova di forza. L’altro si comporta, al contrario, come la formica della fiaba. Entrambi sanno che, infine, la sorte finale non dipenderà da loro. Sarà destino, karma, culo, merito, sfiga, fortuna, sorte, logica o illogica conseguenza. Del nostro essere uomini, nel bene e nel male.

p.s.

Molto colpito da un conoscente, iper-liberista, iper-scientista, anti-statalista, di quelli che il 5G, 6G, 7G fanno benissimo, non c’è nessuna evidenza, nelle radiazioni ci sguazza..adesso, però, col coronavirus vuole che lo stato gli fornisca minuto per minuto i dati aggregati e disaggregati del contagio, per comune, provincia, frazione, caseggiato, condominio e scala. E c’ha 20 anni, eh, non 80. Così va il mondo!