Tutti Fascisti?

di Giordano Di Fiore 

Non mi dilungo molto: i fatti sono conosciuti da tutti. La sindaca Raggi decide, senza consultarsi con il proprio territorio, di trasferire un intero insediamento rom, all’interno di un quartiere popolare di Roma, Torre Maura.

Si è visto e sentito di tutto: gli italiani sono diventati razzisti, fascisti, cattivisti ed intolleranti.

Lo avevamo già percepito qualche anno fa, con i fatti di Gorino: barricate versus migranti, per giunta, in quel caso, donne e bambini.

Ma, con Torre Maura, non ci sono più dubbi: le proteste della popolazione, sobillata e strumentalizzata dagli squadristi di Forza Nuova, hanno oltrepassato qualsiasi limite di civiltà.

Mettiamo subito in chiaro, a scanso di qualsiasi equivoco: tutti coloro che si sono pronunciati a favore di pestaggi, pulizie etniche (“bruciamoli tutti”), ecc. sono dei DELINQUENTI.

Affermazione, peraltro, suffragata dai fatti: è notorio che alcuni militanti di Forza Nuova siano semplicemente dei banditi, anche pericolosi.

Tuttavia, arrivo al dunque: puntare il dito contro un intero municipio, per poi, immediatamente, girare la testa dall’altra parte è un atteggiamento colpevole, tanto quanto quello dei manifestanti facinorosi.

Partiamo da una domanda semplice, banale: quanti di noi vorrebbero vivere a fianco di un campo rom?

E’ una domanda retorica, certamente: penso che la percentuale sia prossima allo zero.

Siamo tutti razzisti, dunque? Pieni di pregiudizi?

Probabilmente sì: non è mai corso buon sangue tra le popolazioni di qualsiasi nazione e gli zingari (termine vietato, peraltro, per presunte connotazioni razziali). Hitler e Stalin sono tristemente celebri per i loro pogrom contro le popolazioni nomadi (oltre che contro gli ebrei, naturalmente).

Eppure, ci sono alcune evidenze, difficilmente confutabili: i livelli di illegalità presenti nei campi rom, oltre alle scarsissime condizioni igienico-sanitarie mettono a dura prova qualsiasi possibilità di convivenza.

E vorrei, infine, chiarire un equivoco: sollevare il problema della sicurezza non significa essere automaticamente di destra. Il giornalista Federico Rampini, di formazione COMUNISTA, ci spiega chiaramente che, al contrario, la sicurezza è un forte tema di sinistra.

Perché, nei quartieri come Torre Maura, lo sapete bene: non ci vivono dei ricchi capitalisti. Sono quartieri umili, popolati da persone che faticano ad arrivare alla fine del mese, che spesso non lavorano, oppure hanno un lavoro precario, che hanno un’istruzione altrettanto precaria (e questo spiega benissimo la facilità di manipolazione da parte degli energumeni di Forza Nuova).

Ebbene, cari lettori: in un passato non così remoto, ma totalmente dimenticato, i suddetti ceti popolari hanno costituito la base, l’ossatura della nostra sinistra. Sinistra che ha lottato per conquistare diritti, come quello, sempre più incerto, alla casa, alla salute, alla scuola, ecc.

Mi sembra davvero facile e molto “di destra” bollare queste persone, dando loro lo stigma del fascismo e del razzismo, per poi dimenticarsi completamente dei loro sacrosanti bisogni, dei loro diritti, ed anche delle loro paure.

Un recente film, candidato all’Oscar, A Ciambra, racconta molto bene le dinamiche del campo rom: ambienti chiusi, impermeabili, dove vigono delle logiche immutabili. E dove l’illegalità è la principale fonte di sostentamento.

Vogliamo, dunque, continuare ad ergerci giudici, per poi voltare la faccia? E allora sì che il fascismo, quello vero, potrebbe tornare. Ma forse è quello che vogliono, lor signori, per avere finalmente un alibi.

Oppure è giunto il momento di prendere coscienza della complessità, ed immergersi, per davvero, nei problemi, con le loro contraddizioni, se ci interessa trovare delle soluzioni?

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