SECESSIONE! (W l’Egoismo)

Un’analisi distopica

di Giordano Di Fiore

Da qualche anno a questa parte, sta prendendo piede nel mondo una nuova forma di -ismo. Qualcuno la chiama “populismo”, anche se non risponde esattamente alle caratteristiche dei movimenti populisti originari. Chiamamola ego-ismo, per semplicità, perché la centralità dell’ego potrebbe significare anche qualcosa di opposto.

L’egoismo politico contemporaneo si basa su un unico solo assioma: Trump lo chiama “first”. Salvini e Di Maio lo chiamano “prima”. Si postula, cioè, che per avere una società più giusta, si debba anteporre qualcuno a qualcun altro.

Per poter anteporre qualcuno a qualcun altro, bisogna supporre che questo qualcuno abbia dei diritti maggiori del qualcun altro.

I diritti maggiori parrebbero derivare dalla cittadinanza. Si suppone, dunque, che un cittadino italiano, ad esempio, abbia maggiori diritti di un cittadino NON italiano.

Per quale ragione la cittadinanza conferisca maggiori diritti non è spiegato. Di Maio, continuando nell’esempio, si appella spesso alla Carta Costituzionale. Eppure, nella Carta Costituzionale non si enuncia da nessuna parte la superiorità del cittadino italiano, rispetto al cittadino NON italiano.

Salvini ed altri sembrano, interrogati sul punto, sancire una superiorità del POPOLO italiano, sul popolo NON italiano. Cosa si intenda per POPOLO, non viene enunciato. Tuttavia, sembrerebbe, nella visione salvinian-leghista, che il popolo sia, in ogni caso, delimitato dalla cittadinanza.

Riassumendo, per gli egoisti, il popolo italiano, costituito dai cittadini italiani, viene prima del popolo non italiano. Questo aprioristicamente, in quanto è giusto così. Non si discute. Non si può discutere. Non si deve discutere.

Senza voler entrare nel merito di un sancito principio non costituzionale, vorrei proseguire nell’esempio.

Supponiamo che il neo-fronte egoista raggiunga i suoi scopi: riesca, cioè, ad espellere dall’Italia tutti coloro che non sono cittadini italiani.

Voglio deliberatamente glissare su considerazioni già sentite più volte: badanti, contadini, operai, muratori diventerebbero categorie in estinzione, con grave danno per i cittadini italiani. Questo potrebbe addirittura creare un feedback positivo: il governo si vedrebbe costretto a creare nuovi cittadini italiani, in risposta alla mancanza di offerta di lavoro.

Torniamo, però, alle origini del postulato egoista: l’ingiustizia sociale si sterilizza eliminando i cittadini NON italiani. Si suppone, dunque, una società composta da cittadini italiani perfettamente equa e funzionale.

Descrizione che, tuttavia, non corrisponde alla realtà. Per ragioni ancora troppo poco studiate, il reale corto-circuito italiano è rappresentato dal divario Nord-Sud: espellendo tutti i non italiani, tale divario diventerebbe ancora più visibile, ineludibile, e farebbe esplodere un egoismo più particolareggiato. Quello del Salvini delle origini, per esempio, meglio ancora dei Bossi, dei Miglio.

E, qui, voglio entrare nel vivo dell’analisi distopica: nell’originario e lungimirante egoismo padano, l’ingiustizia sociale è causata dalla presenza massiccia dei NON padani.

Vi ricordate? Non fa una grinza: perché io, cittadino lombardo, dovrei con le mie tasse mantenere alcuni milioni di lazzaroni che non hanno voglia di lavorare?

Insistiamo, contestualizzando all’oggi: da padano, sono certo che il respingimento di qualche immigrato in direzione Valencia non porterà nulla nelle mie tasche.

Viceversa, sono altrettanto convinto che un neo-stato padano, perfettamente integrato nell’Europa, con un PIL tra i più alti al mondo, porterebbe davvero un grande benessere.

Allora, in questa catena di egoismi, direi che l’egoismo particolarista, brevettato dal visionario Gianfranco Miglio, sia ben più razionale della sua moderna, ma trita versione generalista e porti senza alcun dubbio a benefici ben maggiori: allora, perché perdere tempo?

Anziché spendere ulteriori soldi padani per traghettare i migranti a Valencia, sarebbe meglio investire tempo e risorse nella creazione di un nuovo stato regionale, che, una volta compiuto, probabilmente sarebbe più ambito della mitica svizzera.

Chissà, Di Maio ricomincerebbe a frignare ed insieme a lui tutti i fannulloni del reddito di cittadinanza.

Sento già le loro eco: comincerebbero a parlare di razzismo. Comincerebbero a rivendicare di essere stati sfruttati, a reclamare diritti.

Magari si alleerebbero proprio ai migranti valenciani, per riprendersi quel pezzo di territorio padano che, nel frattempo, ha preso il volo.

Potrebbe forse profilarsi una guerra civile, chi lo sa.

Ma, finalmente, il popolo padano potrebbe sconfiggere le élite, i poteri forti, manovrati dalle solite Francia, Inghilterra, Stati Uniti, Germania, che vogliono un’Italia ultima ruota del carro, da utilizzare come terreno di conquista economica.

La Padania, al contrario, tratterebbe alla pari: ecco la vera nazione G8 evocata da Conte, mica la Russia.

Un appello, o eroici, autentici egoisti, non perdiamo altro tempo: prima la Padania! Respingiamo i fannulloni, facciamo presto.

p.s.

Qualcuno affermava che c’è sempre uno più puro che ti epura. Chi di egoismo ferisce, di egoismo perisce, e così via. Temo che un pezzo di Italia abbia preso un grosso granchio. Non credendo più nell’uomo, si fa in fretta a cadere in un mare di contraddizioni, che esplodono dilapidando enormi sacrifici, spesi a costruire un corpo sociale, eroso da anni di anticomunismo, declinato in numerose forme. Questo, tuttavia, è già il tema per un prossimo articolo.

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