Comunicato n.14 – 1982

immagine presa da http://www.seduzionepratica.com/images/seduzione-come-approcciare-e-conoscere-una-ragazza-in-un-parco_shd.jpg

di Massimo Mascheroni

Due anni fa, raccontai della nostra visione personale dei Campionati Europei di calcio. Ora, con l’approssimarsi dei Mondiali, raccolgo la palla e ritorno al 1982, non  tanto per ricordare la vittoria dell’Italia, quanto per un gustoso aneddoto capitato sui “nostri” campi da gioco.

Il sabato pomeriggio i nostri gagliardi giovani lo passavano inizialmente in un negozio di dischi, da me costretti  per l’indispensabile razione settimanale di acquisti improbabili.

Terminata la processione, che spesso si prolungava più del dovuto, causa mia richiesta al negoziante di ascolti multipli per testare la qualità del prodotto, ci si dirigeva in massa verso il terreno di gioco.

La metà preferita era il TQ, Teatro Quartiere in Piazzale Cuoco (chissà se oggi c’è ancora) in cui c’era uno spazio piuttosto ampio, con campo di pallacanestro in cemento, che noi utilizzavamo come campo di calcio; altre volte, per una sorta di “ufficialità” degli incontri, ci si spostava al parco Forlanini, per partite su erba.

Il parco, il sabato pomeriggio, era affollato da fauna varia; si passava allegramente da famiglie intente a prolungare il pic nic di mezzogiorno a super strafatti abbandonati sotto a un albero, a improvvisati cantautori armati di chitarre rigorosamente scordate, a bonghisti indefessi, che riuscivano a triturare le orecchie degli altri per interi pomeriggi suonando sempre lo stesso identico ritmo, a giovani ragazzi e ragazze che si godevano il momento.

A noi, quel sabato, capitò una coppia di avvenenti fanciulle, che, inspiegabilmente, si avvicinarono a noi, in verità in maniera piuttosto defilata, per ammirare le gesta atletiche della combriccola.

Durante una delle azioni, il pallone terminò lungo oltre l’immaginaria linea di fondo e arrivò fino alle due ragazze che, forse per cercare di allacciare un iniziale rapporto di conoscenza, pensarono bene di prendere la palla sotto il braccio e di cominciare a correre lontano da noi.

Due dei nostri giocatori più in forma iniziarono un inseguimento, lanciando qualche improperio ad alta voce; le ragazze non si fermarono e uno dei due prodi pensò bene di intimidirle raccogliendo un sasso e minacciando di colpirle.

Risate generali delle fanciulle; il prode, forse sentendosi offeso, lanciò quindi il sasso, mirando, in realtà, il terreno.

Sfortuna volle che il sasso colpì l’unica altra pietra del prato, causando un rocambolesco rimbalzo del sasso, che andò a colpire una delle due pulzelle in piena nuca.

Segue parapiglia fra le ragazze, i due prodi, gli altri giocatori e qualche avventore del parco. La situazione, per fortuna, ritorna alla calma: le ragazze mollano il pallone, i giocatori riprendono la partita e tutto termina come nei migliori finali.

Nota a margine: le due ragazze, mai più riviste.

Mah

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