Gli stati a COSA servono

di Giordano Di Fiore

L’Italia è un Paese complicato. E’ un Paese che, in realtà, non esiste, se non molto parzialmente. Se dovessi fare una libera associazione con la parola Italia, scriverei “biodiversità“.

Biodiversità che si rispecchia nelle persone, nella morfologia, nel clima, nella flora, nella fauna. In questo senso, possiamo affermare che c’è una perfetta simbiosi tra gli italiani (cosa essi siano, non lo sappiamo bene) e l’ambiente.

Grazie, ovvero a causa di tale precipua caratteristica, l’Italia si distingue, spesso, nel mondo, per l’alto tasso di innovazione, pur in un contesto che sembrerebbe immobile. Questo vale per tutte le arti e discipline, umanistiche e scientifiche. Restando sul piano politico, che è l’oggetto dell’articolo, senza scomodare impero romano e Machiavelli, negli ultimi 100 anni siamo senz’altro rimasti in linea con lo spirito descritto: dal fascismo, al leghismo, al movimento 5 stelle, abbiamo  inserito dei temi di grande novità, a livello mondiale.

Parlo di spirito, come facevano gli illuministi, perché di questo si tratta. Anarcoide, ribelle, poco incline alle regole, rivoluzionario.

Non a caso, qui ha allignato la Chiesa Cattolica, a bilanciare popoli, altrimenti, indomabili.

Pasolini introdusse degli elementi di analisi molto profondi, studiando, ad esempio, gli effetti della televisione, sui caratteri genuini della popolazione. Furono geniali intuizioni, quelle sul conformismo borghese. Ed anche gli studi di Ernesto De Martino mostrano un’Italia dalla forte carica eversiva, grazie ad una energia culturale primitiva senza precedenti al mondo.

Anche il berlusconismo, per certi versi, ebbe dei tratti atipici, pur basandosi sui valori edonistici del riflusso post comunista, ben incarnati dall’unico reale esponente del movimento-partito, Berlusconi stesso.

La particolarissima alleanza Lega-5 Stelle, che non aveva alcune chance di andare a buon fine, in questa tornata elettorale si configura proprio come un coacervo assolutamente unico, fatto di tratti sublimi e di tratti meschini, di fascismo, di assistenzialismo, di populismo, di devoti di padre Pio e di girotondini no Tav, di razzisti che però rivendicano l’acqua pubblica.

Mattarella sì, Mattarella no, io sto con Mattarella, io sto con gli ippopotami..Difficile scattare una fotografia nitida. Di certo, ci sono i poteri forti, la Juve che vince, il contratto che mette al bando la Massoneria, piani A e piani B.

Non sappiamo come andrà a finire.

E’ certo, però, che, alla luce di tutto quanto scritto fino ad ora, gli stati, oggi, sono quanto di più inutile e superato. La logica dello stato, lo sappiamo, porta alla guerra. La logica dell’Europa è totalmente differente: la guerra si fa, ma lontano.

Tuttavia, ed arrivo al dunque, se, in virtù della pace e della stabilità interna (che non è poca cosa), dobbiamo rinunciare al nostro anarchismo, al nostro fascismo, al nostro populismo, alla nostra istintiva ignoranza, qualcosa in più ci deve essere concesso.

Dobbiamo eliminare i confini interni. Dobbiamo eliminare i debiti sovrani. Dobbiamo armonizzare i salari. Dobbiamo organizzare le condizioni di lavoro ed i diritti. Dobbiamo armonizzare la fiscalità.

I casi sono due: o si lascia ai Savona la possibilità di amministrare l’economia del Paese, oppure si crea un vero, nuovo Paese, chiamato Europa, senza sperequazioni.

La terza via, quella furba delle due velocità, dell’asse franco-tedesco, no, non si può proprio sostenere.

 

Annunci