SMART, La musica che gira intorno

di Giordano Di Fiore

La scorsa volta, abbiamo parlato di lavoro smart, con i vari annessi e connessi. Tuttavia, in questi anni di ruggente liberismo global, dove tutto è frammentato, ma tutto è interconnesso, l’aggettivo smart è un marchio di fabbrica, che può essere apposto a molteplici ambiti.

Pensiamo, ad esempio, alla musica che gira intorno. No, non quella di Fossati, e dell’Ulivo, ma al fenomeno delle canzonette da classifica.

Prima di affrontare compiutamente il tema, vorrei spendere due parole sul citato tema  della frammentazione. Come per lo smartworking, il mondo contemporaneo è identificabile dalla spiccata attitudine a costruire delle “bolle”. La mano destra non sa bene cosa faccia la sinistra, nonostante la pervasività dell’infosfera.

Mi spiego meglio: è un po’ come quando andate dall’ortopedico, per un dolore al polso, e scoprite che, se siete capitati da un medico specializzato sulle patologie del ginocchio, probabilmente, non riuscirà ad esservi granché d’aiuto.

Nel mondo del capitalismo globale, questa similitudine si può estendere a numerosi ambiti:  fiondandoci a bomba nel mondo dell’entertainment, oggetto del nostro articolo, scopriremo che esistono dei fenomeni mediatici a livello di fanatismo in alcune fasce d’età, totalmente sconosciuti a tutti gli altri.

Pensiamo agli youtuber: più famosi dei Beatles, se pensiamo al pubblico dei tredicenni. Totalmente anonimi, per tutti gli altri.

Ci accorgeremo meglio di quanto sto scrivendo, dando uno sguardo alla classifica:

ecco un estratto della top 50 Italia di Spotify, oggi 28 febbraio 2018

spotify

Incredibile, no?

Le prime 3 posizioni sono occupate da Sfera Ebbasta, poi Ghali, poi di nuovo Sfera.

A seguire, Drake, l’onnipresente Sfera, ed Emis Killa.

Quanti di voi sanno chi sono costoro?

Ma andiamo giù pesante: i featuring. Innanzitutto, quanti sanno cosa sono?

E poi i nomi: Quavo, Drefgold, Capo Plaza. Li conoscete?

Il primo è addirittura una grande star internazionale.

Nessuno ne sa nulla. Salvo la fascia direttamente interessata al fenomeno.

Abbiamo visto, parlando del mondo del lavoro, come la dematerializzazione dei luoghi renda il lavoratore estremamente fragile. Banale. Ma vero.

Nel mondo della musica, e dell’entertainment, più in generale, spicca violentemente la profonda cesura creatasi tra le generazioni.

Il disco rubato al fratello maggiore. I più grandi che danno le dritte ai più piccoli. Una cultura che lascia spazio al testimone. Tutto questo non esiste più.

Oggi, al contrario, si rottama inesorabilmente. Alcuni mesi fa, chiacchieravo con alcuni ragazzi molto giovani, incuriositi dalla mia conoscenza dei “loro” artisti. Quando, ad un certo punto, il discorso è caduto sul rapper Fabri Fibra, questi hanno esclamato che stavamo parlando di un vecchio, della preistoria.

Al contrario, Fibra è vivo e vegeto, anzi, da pochi mesi ha pubblicato un disco pluri-premiato. Ma occupa una fascia d’età superiore. E, dunque, nella bolla teen semplicemente non esiste. Scompare.

Forse state pensando che il ragionamento sia un po’ troppo fumoso. Allora, meglio entrare nel vivo. E lo faremo nel modo più semplice e diretto: copia-incollando alcuni testi dell’idolo Sfera Ebbasta. Cominciamo con Sciroppo:

Sciroppo cade basso come l’MD
Io non cado in basso, sono ancora in piedi
Puoi trovarmi il lunedì, martedì
Mercoledì, giovedì, venerdì
Ehi

Sciroppo cade basso come l’MD
Io non cado in basso, sono ancora in piedi
Puoi trovarmi il lunedì, martedì
Mercoledì, giovedì, sempre sulla stessa wave
Sciroppo cade basso come l’MD
Io non cado in basso, sono ancora in piedi
Puoi trovarmi il lunedì, martedì
Mercoledì, giovedì, sempre sulla stessa wave

KNGL io non cambio bandiera (skuu)
Sono Francesco Totti e Alex Del Piero (skuu)
Solo facendo soldi senza più pensieri (skuu)
Sempre perenne rolling quando arriva sera (okay)
Sciroppo cade basso come l’MD (ehi)
Bevo solo makatussin nel bicchiere
Solo vent’anni che in questo mondo sto in piedi
Non è che sono rimasto con venti denti (ya, ya)
Non parlarmi a me se sei un incompetente (ya, ya)
Corro con la bitch verso il plug che faccio meta (ya, ya)
Lo sai che non sono la concorrenza
Puoi chiamare a me, parlare a me, dirmi le tue esperienze, ok
Eh-eh, eh-eh, eh-eh, eh-eh
Gigi sopra il beat c’è chi ha fatto finta di niente
Faccio eh-eh, eh-eh, eh-eh, eh-eh
Ah-uh, ah, le parole sono semplici (okay)

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Avete capito di cosa si parla, no? NO?

Allora, incolliamo anche il testo di ROCKSTAR, la canzone di Sfera al primo posto della classifica:

Ora puoi pure piangere se non ci sentiamo

Ora non mi dispiace se non mi cercherai, ehi

Resti nel locale col telefono in mano

Sperando in un messaggio che non arriva mai

Sono una rockstar, rockstar

A uccidermi no, non sarà una stronza, ehi

Il mio cuore è freddo, anche più del mio polso

E se provi a scaldarlo rischi che si sciolga

Pusher sul mio iPhone, pute sul mio iPad

Mamma, guarda, senza mani, sono una rockstar

Mamma, sai che a parte te non amo nessun’altra

Non esco più di tre volte con una ragazza

Non innamorarti mai di me

Non potrò mai essere il tuo boyfriend, no

Fumo dentro la stanza d’hotel

Chiamano dalla reception

C’era un ragazzo che come me

Amava i Beatles e i Rolling Stones

Metteva kush nelle Rolling Papers

E lo sciroppo nel biberon

Rockstar, rockstar

Due tipe nel letto e le altre due di là

Gli amici selvaggi, tutti dentro il privée

Fanculo il Moët, prendiamo tutto il bar

E ora puoi pure piangere se non ci sentiamo

Ora non mi dispiace se non mi cercherai, ehi

Persi nel locale col telefono in mano

Sperando in un messaggio che non arriva mai

Sono una rockstar, rockstar, rockstar, rockstar

Ehi, ehi, e-ehi, vuoi farti una foto?

Yah, yah, ya-yah, la mia faccia è ovunque

Ok, ok, sto correndo troppo

Con lei due minuti e poi si arriva al dunque

Ho un bacio sul collo, ma non è un tattoo

La mia ex ragazza vuol farmi il Voodoo, eh

La mia nuova tipa sembra Sailor Moon

Sogno il posteriore su una BMW

Ehi, ehi, uh, uh, la differenza tra me e te

Che-che tu-tu non sarai mai come me, eh

Con questi rapper io ci faccio un frappè, eh-eh

Non ho ancora sentito dire: “Grazie!”

Rockstar, rockstar

Due tipe nel letto e le altre due di là

Gli amici selvaggi, tutti dentro il privée

Fanculo il Moët, prendiamo tutto il bar

E ora puoi pure piangere se non ci sentiamo

Ora non mi dispiace se non mi cercherai, ehi

Persi nel locale col telefono in mano

Sperando in un messaggio che non arriva mai

Sono una rockstar, rockstar, rockstar, rockstar

Sono una rockstar, rockstar, rockstar, rockstar

Sono una rockstar

 

 

Facciamo un riepilogo? Un po’ di droga, un po’ di ego, un po’ di esibizionismo, un po’ di soldi, un po’ di ostentazione, ed amenità del genere.

Su tutti, prendiamo questo verso: Pusher sul mio iPhone, pute sul mio iPad.

Emblematico.

Sto facendo il vecchio, sì. Sono vecchio. Tuttavia, non sto minimamente facendo del moralismo. Anzi. Cesura o non cesura, cerco di fiondarmi nel mondo dei ragazzini. Perché, in fondo, mi piace, mi interessa, voglio capirlo meglio.

Ma trovo una profondissima e drammatica manipolazione. Trovo una quantità enorme di stimoli eterodiretti, dalle conseguenze nefaste, potenti come bombe atomiche. E trovo una radicale impreparazione ad affrontare tutto questo.

E’ tutto molto poco smart. Da un lato, gli adulti precarizzati. Dall’altro, i giovani globali, come se vivessero in una gigantesca favela. Proprio così: dai cantautori anni 70, al primo hip-hop dei centri sociali, al secondo hip-hop tutta ostentazione, alla favela. Le nike, l’iphone e l’antenna parabolica. Il fumo, le troie, e tanti altri luoghi comuni. Che, da comuni, sono diventati MITICI.

Eccoci al paradosso: la sottocultura è diventata mainstream. E non se ne esce.

Quale possibilità di critica sociale? Quale possibilità di presa di coscienza?

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Già altre volte, ho parlato degli spot della Vodafone, limpida cartina al tornasole di quanto stiamo vivendo. Non a caso – tornate per un attimo alla classifica – la canzone Cara Italia di Ghali (IV posto) è stata utilizzata come colonna sonora dell’ultima pubblicità.

Ed è anche una bella canzone. Ma, triturata dentro lo spot, cade bassa, come lo Sciroppo di Sfera. SMART.

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