Milano: storia di una rinascita

di Cristina Arduini

Agosto del 1943: le bombe incendiarie utilizzate dai bombardieri inglesi in ben 4 incursioni distrussero buona parte della città e numerosi monumenti pubblici, tra cui anche il Teatro alla Scala.

Adesso, a passeggiare per Milano, con i suoi numerosi punti di interesse, non ci si rende conto di che cosa volesse dire vivere in una città piena di macerie, con il rischio continuo di bombardamenti, anche diurni.

Sono certa che molti di noi non se lo domandano nemmeno e passano frettolosi davanti alla Scala, Palazzo Marino, Sant’Ambrogio o Santa Maria delle Grazie. Eppure non vi è mai capitato di alzare gli occhi, guardando la fila di palazzi lungo le strade, e di vedere case moderne e case antiche fianco a fianco? Le bombe, quando cadevano, facevano crollare a caso, e, spesso, un palazzo stava in piedi e un altro no, come si vede dall’immagine sottostante.

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Ma ricordare perché?

E’ da lì che Milano è ripartita, dalla devastazione delle bombe alleate, dando vita ad un periodo entusiasmante in cui Milano è diventata il faro del riscatto italiano del dopoguerra. Percorso che la città non ha mai interrotto, neanche negli anni bui del terrorismo nero e rosso, e nemmeno ora con le minacce del fondamentalismo islamico.

Chiunque arrivi qui per starci o di passaggio è contaminato da questa voglia di fare e se la porta dietro per tutta la vita.

Ragione per cui il sapere come siamo rinati dalle ceneri della seconda guerra mondiale è una lezione per tutti, milanesi e non.

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Milano, la storia di una rinascita

La mostra che è in corso a Palazzo Morando è un’ottima sintesi del periodo post- bellico dal 1943 al 1953. Si passa dai bombardamenti del 1943, che cambiarono la fisionomia di una città per sempre, con approfondimenti sui luoghi del fascismo, dall’Albergo Diana a Villa Triste, alla ricostruzione post-bellica, con scelte urbanistiche non sempre condivisibili, ma, in alcuni casi, esaltanti come la costruzione di nuovi quartieri, come il QT8, e nuovi edifici, inseriti nel contesto del centro cittadino, su progetti di architetti famosi, come lo studio BBPR.

In piazza San Babila compare la prima cabina telefonica installata in Italia, e, nel 1953, la mostra monografica dedicata a Pablo Picasso, con la significativa esposizione nella distrutta Sala delle Cariatidi di Guernica, capolavoro di denuncia sociale, mai più in futuro esposto in Italia.

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Importante anche il focus che viene dato dalla mostra al racconto di alcuni aspetti della quotidianità in tempo di guerra, ricostruendo la complessità, ma anche la ricchezza delle relazioni sociali tessute in un momento tanto difficile e drammatico, passando dal dramma degli sfollati, agli episodi di solidarietà vissuti nelle mense collettive, fino alla documentazione di una economia spontanea basata sul mercato nero.

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Una bella storia di Milano, in un periodo poco conosciuto, ma cruciale, del suo passato, che, grazie all’interesse dell’Associazione Spirale d’Idee e del Comune di Milano Cultura, Direzione Musei Storici, viene raccontata attraverso 170 immagini d’epoca, video, documenti, reperti bellici, oggetti di design, cimeli, manifesti e molto altro.

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Per approfondire:

Mostra a Milano: storia di una rinascita

Le foto inserite sono state gentilmente fornite dai curatori della mostra.