Il rospo, il CONSUMO DI SUOLO e la Regione Lombardia

di Cristina Arduini

Parliamo un po’ di cose serie.

E’ decenni, almeno venti, che, con cadenza regolare, nell’imminenza delle ferie estive e natalizie, la Regione Lombardia promulga leggi, regolamenti, delibere di giunta che stravolgono leggi o regolamenti, che hanno visto mesi di lavoro di funzionari, tecnici di comuni, province, associazioni. E anche questo Natale non si manca all’appuntamento.

CHE COS’E’ IL CONSUMO DI SUOLO?

Il consumo di suolo è il processo attraverso il quale trasformiamo superfici naturali o agricole in superfici costruite impermeabili, e che compromette in maniera permanente il territorio.

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I “blitz”sulla legge del CONSUMO DI SUOLO

Finalmente, con la  LR 31/2014 “Disposizioni per la riduzione del consumo di suolo e per la riqualificazione del suolo degradato” la Regione Lombardia si è dotata di uno strumento che prevede una riduzione del consumo di suolo e di conseguenza una revisione completa del Piano territoriale (PTR) entro 12 mesi dall’entrata in vigore della legge, definendo, per ambiti territoriali aventi caratteristiche omogenee, la soglia regionale di riduzione del consumo di suolo da recepire nei Piani provinciali. Il Piano territoriale è, ovviamente, ancora in itinere. Per la cronaca, siamo in fase Valutazione Ambientale Strategica e, quindi, non si è ancora stabilita la soglia regionale del consumo di suolo ed, a cascata, tutti gli altri piani territoriali provinciali, insieme ai piani di governo del territorio comunali, sono da rivedere. Dopo.

E’di questi giorni la notizia di una delibera di Giunta Regionale, n.5741 del 24/10/2016: “Proposta di criteri di individuazione degli interventi pubblici e di interesse pubblico o generale di rilevanza sovracomunale per i quali non trovano applicazione le soglie di riduzione di consumo di suolo (art.2 c. 4, L.R. 31/2014)” , che prevede lo scorporo di opere contenute in un elenco non ancora esaustivo di interventi sul territorio tra cui: autostrade (ancora?), aeroporti, interporti, mobilità d’area vasta, interscambi nodali, centri di ricerca, ospedali, scuole, opere di mitigazione del rischio idrogeologico, stoccaggio rifiuti, impianti depurazione acque, opere di sistemazione ambientale, opere di bonifica, opere per la difesa dell’ordine pubblico, cave, fiere, insomma tutto, tolto case private.

Va benissimo che alcune opere vengano fatte, ma, inevitabilmente devono essere conteggiate nel consumo di suolo. Il suolo è il suolo che ci sia sopra una casa o un ospedale sempre consumato è. Oppure è diverso?

Facciamo un passo indietro: magari in Lombardia il consumo di suolo non è così alto e possiamo permetterci di costruire come forsennati.

Eh no! Le superfici impermeabilizzate sono parecchie in Lombardia, soprattutto in pianura, proprio dove si concentrano le coltivazioni agricole. Anzi, secondo il rapporto nazionale del 2014 il consumo in Lombardia supera il 10% del totale del suo territorio ed è in buona compagnia con la Regione Veneto.

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Percentuale di superficie regionale impermeabilizzata- Stato dell’Ambiente ARPA 2010

MA PERCHÉ E’COSI’ IMPORTANTE IL CONSUMO DI SUOLO?

Il modo in cui il suolo viene utilizzato può avere ripercussioni importanti sull’ambiente, come la distruzione degli habitat naturali, l’erosione o la desertificazione e porta inevitabilmente al dissesto idrogeologico, dovuto, tra l’altro, ad una cattiva gestione del territorio. Dato l’incremento demografico, il consumo di suolo è una conseguenza più che ovvia, ma rimane il fatto che, in Italia, non si è seguito uno schema. La crescita urbana è stata fatta senza pianificazione, a seconda di come la situazione politica si presentava conveniente.

E la non-gestione porta a conseguenze che influiscono sull’agricoltura. Siamo la nazione con i migliori prodotti agricoli, con una marea di DOP (denominazione di origine protetta), con i paesaggi che fanno sognare mezzo mondo e continuiamo a rovinarci con le nostre mani. PERCHÉ?

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Alla luce di quanto sopra, è evidente che scorporare le opere di cui all’allegato della Delibera di Giunta non va nel senso della corretta gestione del territorio per prevenire i disastri che leggiamo sui giornali negli ultimi tempi.

Oltre alla delibera di cui sopra, è stato anche presentato, sempre in Commissione consiliare in Regione Lombardia, un emendamento al collegato al bilancio regionale 2017-19 che, di fatto, avrebbe stravolto la pur debole norma nata per fermare l’inarrestabile erosione del territorio lombardo. Come? Togliendo i disincentivi per chi costruisce su terreno vergine, cancellando il comma che permette ai comuni di far decadere aree edificabili che non hanno più senso e permettendo ai comuni di fare varianti ai Pgt “in aumento” mentre non lo possono fare in riduzione. Inoltre, il testo prevedeva un’estensione consistente del periodo entro il quale i privati possono far valere il proprio diritto a costruire su terreni resi edificabili nei vecchi piani comunali, di fatto spostando ancora più in là nel tempo gli effetti della legge.

CHE COSA POSSIAMO FARE?

E’evidente, ormai, che la gestione del territorio nazionale, cosi frammentata, come ora, a livello regionale, dove gli interessi locali sono più forti e non facilmente gestibili, non funziona, per cui mettere tutte le Regioni in un posto solo a discutere, come dovrebbe essere il Senato della Repubblica in base alla legge costituzionale del 2016, mi sembra la cosa migliore per il futuro del nostro paese.

ED IL ROSPO ?

In via di estinzione. Come noi, se non impariamo.

 

Per approfondire:

  • Rapporto Istituto Nazionale per la protezione dell’Ambiente: il Consumo di suolo in Italia – 2014
  • Banca dati geografica della Lombardia di uso del suolo di riferimento DUSAF (Destinazione d’Uso dei Suoli Agricoli e Forestali) reperibile sul geo portale lombardo