15 agosto 1943: Teatro alla Scala distrutto

di Cristina Arduini

Il 15 agosto 1943 è una giornata calda, caldissima. Anzi, è un agosto particolarmente afoso e caldo. Ma i bombardieri inglesi arrivano di notte, verso mezzanotte e scaricano su Milano tonnellate di bombe, in quattro giorni 3.200 tonnellate, circa 2000 morti e La Scala, come i milanesi la chiamano, è distrutta. I vigili del fuoco fanno anche fatica a spegnere l’incendio, non arriva l’acqua, le strade sono piene di macerie e l’elettricità manca.La volta è sfondata, i laboratori, gli uffici e buona parte dei palchi non ci sono più. Solo il palcoscenico si è salvato, grazie al sipario ignifugo.

Ma, già il giorno dopo, come racconta lui stesso in un articolo pubblicato su Domus, Luigi Lorenzo Secchi, architetto del Comune di Milano, conservatore del teatro fin dal 1932, si comincia  lavorare per ricostruire: stima dei danni, catalogazione dei frammenti originali e soprattutto copertura provvisoria del teatro. Si decide di ricostruirlo uguale ma adattandolo alle nuove esigenze.

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La guerra è ancora in atto e quindi difficilissimo reperire materiali adatti alla ricostruzione ma, grazie alla tenacia e alla creatività, “La Scalariapre appena tre anni dopo, l’11 maggio 1946, con un memorabile concerto di Arturo Toscanini.

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Nel Settantesimo anniversario del concerto con cui Toscanini inaugurò il Teatro alla Scala dopo la guerra, il Politecnico di Milano, in collaborazione con la Fondazione Cariplo e la famiglia Secchi, ha dedicato una mostra alla ricostruzione della Scala ad opera di Luigi Lorenzo Secchi, visitabile ancora in novembre alla Bovisa – sezione staccata del Politecnico di Milano.

Per approfondire:

Archivi storici del Politecnico di Milano: http://www.biblio.polimi.it/sedi/archivi/archivi-storici  dove esiste il fondo Secchi, donato dalla famiglia

Secchi : riassunto della storia della ricostruzione in PDF.

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