A Gorino c’è puzza di MERDA?

di Giordano Di Fiore

Da un lato i negri (rivendichiamo con orgoglio l’utilizzo di questo sostantivo, tanto quanto froci, culattoni, vecchi, ecc. – le parole non sono buone, e non sono cattive), i proletari, il nuovo Quarto Stato. Già, se Pellizza da Volpedo, oggi, potesse dipingere nuovamente la sua tela, rappresenterebbe dei negri, in marcia alla ricerca di un avvenire migliore.

Dall’altro i bianchi, di classe media, disorientati: non particolarmente contenti del proprio presente, né alla ricerca di un futuro migliore. Dunque, posizionati in senso conservativo, con la paura di perdere quel poco o tanto costruito fino ad ora.

In mezzo, un po’ di strumentalizzazione, per avere visibilità e crescita di consenso,

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oltre alla solita spaccatura tra Guelfi e Ghibellini.

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Chi ha ragione?

Ora, che 12 nigeriane possano terrorizzare una cittadina, mi sembra piuttosto inverosimile.

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Anche perché non mi sembra che, al contrario, ci siano movimenti di terrore sulle statali italiane, alla vista delle stesse nigeriane ivi “passeggianti”.

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Tuttavia, mi sento di dire che, se non cambia l’approccio al fenomeno migratorio, a breve vedremo tanti Gorini, sparsi per il suolo patrio.

In primis, mettiamoci tutti tranquilli: i “negri”, i migranti..insomma I POVERI arrivano, ed arriveranno sempre di più. E’ naturale che uno con le pezze al culo voglia spostarsi dove si sta meglio, sarebbe assurdo il contrario.

Secondariamente, basta con le divisioni tra “razzisti” e “buonisti”: l’uomo è una bestia, che ha codificato nel proprio istinto la difesa, di fronte ad una minaccia. Dunque, che l’uomo voglia difendere il proprio territorio perché è razzista, oppure perché ha le sue ragioni, poco importa.

Dobbiamo semplicemente essere pragmatici. Spostare il focus da tutte le puttanate ideologiche, e trovare la modalità più efficace per gestire il fenomeno. Tutte le frasi tipo “vanno aiutati a casa loro” sono minchiate. Sono un modo per non occuparsi del problema.

Allora: noi facciamo parte dell’Unione Europea, e cacciamo anche un sacco di soldi per rimanerci, più di quanti ci tornino indietro. Quindi, se la politica europea continua ad essere quella dell’Ungheria, è giusto ragionare in termini di Brexit. L’Italia imponga i suoi veti e si faccia rispettare. A costo di abbandonare il costoso baraccone.

Poi, si faccia un’analisi realistica delle capacità reali di assorbimento, e la si ripartisca proporzionalmente tra tutti i comuni. Importante: non dev’essere tutto fatto a cavolo, di nascosto, in sordina. Ci vogliono dati chiari e condivisi tra tutti. Il vero nemico non è il negro, che, molto spesso, si trasforma in una risorsa per il nostro tessuto economico asfittico. Il vero nemico è la paura. Se i gorini fossero stati in-formati per tempo, non ci sarebbe stato tutto questo clamore, e si sarebbero cuccati le 12 nigeriane senza batter ciglio.

Conclusione: smettiamola con il moralismo e cerchiamo delle soluzioni consapevoli.

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