Il BOB, lui unico ed inimitabile

di Cristina Arduini

E dai, e dai ce l’abbiamo fatta. Ad un rappresentante della nostra generazione, amatissimo ed osannato è stato dato il premio Nobel per la letteratura. All’annuncio dato all’Accademia Reale Svedese c’è stato un boato in sala e ci credo. E’ solo dal 1997 che ci si prova ed, a vent’anni esatti, ha conquistato l’ambito riconoscimento e va a tenere compagnia a dei pilastri della cultura americana come Saul Bellow, John Steinbeck e Ernest Hemingway.

Chi non ha cantato, ballato, suonato, pianto, riso con le sue canzoni, anzi, scusate, poesie? Chi non conosce le parole di Blowin in The Wind o di Knockin On Heavens Door? Chi non associa un momento particolare della sua vita a lui e alle sue canzoni? Anche i giovani lo conoscono, fosse anche che molti gruppi o cantanti si cimentano a tentare di imitarlo.

E’ sempre in tour, ha una sterminata discografia e, fin dal 1962, data di inizio della sua storia, non ha mai smesso di scrivere testi, di produrre musica e di fare concerti. Non è simpatico, è molto particolare e di aneddoti in merito ce ne sono centinaia, ma gli perdoniamo tutto, quando lo ascoltiamo.

Allora, negli anni sessanta del secolo scorso, non c’erano You Tube, Twitter, Facebook e nemmeno i computer, solo la televisione e le riviste di settore che pubblicavano testi: come si faceva per sapere? Ci si ritrovava e c’era sempre qualcuno con in mano la chitarra, che sapeva tutto e che suonava, oppure il “mangiadischi”, che si divorava i 45 giri, acquistati anche di soppiatto ai genitori, e si stava insieme tutto il pomeriggio a ballare, parlare e suonare.

Grazie Bob dei magnifici momenti passati insieme, grazie!

1-bob-dylan-quotes

Annunci