Italiani: non siamo più Charlie!

La famosa ‘sindrome di Nimby’ contagia anche il Bel Paese: tutti Charlie, finché non tocca a noi.

di Giordano Di Fiore

Italietta, veniva chiamata un tempo, in senso dispregiativo. Quella dei trasformismi giolittiani, che divenne la patria del Duce, e che, in seguito, cambiò sempre, per non cambiare mai, rimanendo sempre, la nazione clerical-borghese ben descritta da Pasolini ormai cinquant’anni fa.

E fu così che, all’ennesimo terremoto, con gli ennesimi trecento morti, non sono le case fatte con la sabbia ed il cemento impoverito a fare scandalo, le migliorie che non sono antisismiche, le tendopoli, le passerelle dei politici, Casa Italia, i contributi che ancora si continuano a pagare per terremoti persi nella notte dei tempi, le risatine a L’Aquila.

No, cari italiani, non è tutto questo a fare scandalo, bensì – udite udite – la vignetta di Charlie Hebdo, nota rivista satirica francese che, dopo essere stata plebiscitariamente incensata ed eletta a simbolo dei sacri valori europei di libertà e laicità, adesso viene affossata ed insultata. Gli italiani, oggi, non sono più Charlie Hebdo. Perché oggi non sono più in gioco i valori della cristianità, vilipesi da uno squallido attentato. È l’Italia stessa ad essere presa di mira, con il suo atteggiamento alla “tarallucci e vino”, alla “volemose bbene”. Tutti uniti, tutti fratelli, tutti insieme in nome della Patria.

Qualcuno, ricco di grandissimo senso dell’humour, è riuscito anche a ricordare l’attentato parigino, con suggestivi e preziosi commenti, quali “hanno fatto bene”. Qualcun altro è riuscito addirittura a realizzare una contro-vignetta ad argomento “strage di Nizza”.

Risultati immagini per isis tartare a la parisienne

Nessuno dei media, invece, si è sforzato di capire verso chi era diretta l’ormai celebre vignetta con le lasagne umane. Certo, non verso i “poveri cristi” vittime del sisma. E non è servita a nulla nemmeno la seconda vignetta “riparatoria” (visto che ormai la vicenda si è trasformata in un caso diplomatico). Nulla da fare, l’onore è stato offeso e va vendicato.

Risultati immagini per è la mafia a costruire le case

Dunque, tutto bene italiani. Non siamo più il Paese dei furbi, che riesce a peculare anche sul terremoto. Adesso siamo più che mai uniti. Le cose, finalmente, sono più chiare: non siamo più Charlie!