Comunicato n.5

copyright RCS

FGCI, di Massimo Mascheroni | ODRZ

La FGCI era la Federazione dei Giovani Comunisti Italiani, da non confondersi con la FIGC (Federazione Italiana Gioco Calcio), che, a cavallo fra la fine degli anni ’70 e la metà degli anni ’80, organizzava, nel periodo estivo, la propria festa, della durata, se non ricordo male, di una decina di giorni: a Milano, al Parco Ravizza.

Partendo dalle logiche che contraddistinguevano le feste dell’Unità, il cartellone delle feste della FGCI era, però, orientato in maniera più specifica verso un pubblico giovanile. Accanto a dibattiti, convegni, incontri, anche con apparati del partito (la parte seria della faccenda insomma), c’era tutto l’aspetto ludico che caratterizzava il festival. Nel 1982, ad esempio, vennero trasmessi su grande schermo gli incontri dei mondiali di calcio.

Le serate presentavano una proposta musicale varia e di alta qualità. Accanto a musicisti già affermati, c’era la possibilità di vedere in azione alcune nuove leve per spettacoli sempre diversi e accattivanti.

Ricordo un bluesman americano, trapiantato da anni in Italia, Cooper Terry, che era solito presentarsi storpiando il proprio nome, in omaggio alla città di Milano, che lo aveva adottato, in Cu Per Terra, pronunciato alla milanese. Oppure Venegoni & Co., gruppo il cui leader arrivava dagli Arti e Mestieri, prog miscelato a jazz rock, che proponeva un interessante connubio di jazz rock e musica mediterranea con venature prog.

Il gruppo che, però, è rimasto più impresso nella mente mia e del manipolo di miei amici e compagni è quello dei Mamma Non Piangere.

La band, già all’epoca, faceva parte del collettivo della Cooperativa L’Orchestra (che aveva come alfieri gli Stormy Six), complice anche la presenza dei fratelli Leddi nei due progetti. Tommaso negli Stormy Six e Lorenzo nei Mamma Non Piangere. Questi ultimi proponevano un mix surreale di brani nonsense, ironia stralunata, musica di ricerca e gag situazioniste, come, ad esempio, suddividere lo spettacolo in due parti e, nell’intervallo, scendere fra il pubblico vendendo caramelle e liquirizie.

I giovanotti suonavano con assoluta perizia e riuscivano a rendere godibili anche le partiture più ardite, miscelando il tutto con un’abilità straordinaria. Già i titoli dei brani erano un programma: l’Inno dei Fenici, il Valzer del Buonumore e, su tutte, Ballatelo Questo Ritmo. Quest’ultimo brano era una sorta di loro sigla di chiusura. Prendendo a prestito la musica dell’Eurovisione, i ragazzi avevano incollato un testo che diceva, appunto, ballatelo questo ritmo, ballatelo insieme a noi. Era irresistibile, un colpo di genio finale che spiazzava tutto e tutti.

Noi aspettavamo la nuova edizione della festa della FGCI solo per vedere gli ormai mitici, per noi almeno, Mamma Non Piangere, dei quali però, dopo qualche anno, perdemmo le tracce.

MNP3-01-1024x951
http://www.mammanonpiangere.it/wp/mnp3/

Casualmente qualche mese fa ho saputo dell’uscita, a distanza di trent’anni, di un nuovo loro lavoro, e della relativa presentazione alla Palazzina Liberty.

Potevo esimermi dall’andarci e, una volta lì, non acquistare il CD?

Mah….certo che no