Intervista a MARCO MASSA

di Andrea Colasuonno

Per chi non conosce Marco Massa, imbattersi nelle sue canzoni può risultare una piacevole sorpresa. Il critico musicale Vincenzo Mollica lo ha definito “uno dei migliori autori attualmente in circolazione”, e, ascoltando con la dovuta attenzione le sue canzoni, si capisce il perché. Classe 1963, Marco Massa vanta una carriera tutta dipanatasi fra i circuiti della musica d’autore, come anche prestigiose collaborazioni e diversi riconoscimenti. Nella sua bacheca c’è il Premio Musicultura (1999), il Premio Sergio Endrigo (2011), il Premio Franco Enriquez come miglior autore d’impegno sociale e civile (2013), ultimo il Premio Taomoda Awards: Music & Social (2015).  Dopo quattro album – “Come un Tuareg” (1997), “Nelle Migliori Famiglie” (2009), “Io Sono Freak” (2011) e “A volte arriva il jazz” (2013, live al Blue Note di Milano) – è in uscita il suo nuovo lavoro: “Sono Cose Delicate” (2016).

In occasione del concerto di presentazione che si terrà nel quartiere Isola, ho avuto occasione di fare una chiacchierata con lui.

Marco Massa che ci racconta di Marco Massa?

Domanda difficilissima… Non amo granché parlare di me, riesco a farlo solo attraverso le mie canzoni che sempre traggono spunto dal mio vissuto e dall’osservazione del mondo che mi circonda. Sono uno che canta, suona la chitarra e racconta storie. Un cacciatore di parole e cercatore di suoni, in continuo movimento. Sopra ogni cosa, amo stare sul palco a cantare e suonare e condividere questa meravigliosa opportunità che è la musica, con la mia band davanti e con il pubblico. E, per fare questo, non ho bisogno di grandi palchi, mi piace suonare ovunque e stare tra la gente.

E’ per questo che in tempi recenti hai portato la tua musica nei luoghi più disparati dell’Isola (e non solo): jazz club, gallerie d’arte, spazi polifunzionali, teatri, piazze…

Si, negli ultimi quattro anni credo di aver suonato in quartiere una ventina di volte. Ricordo i diversi concerti sold-out al Blue Note, dove ho anche registrato il mio album “A volte arriva il jazz”, nonché il concerto in Piazza Gae Aulenti, in occasione di AH-UM Milano Jazz Festival 2013. Fu il primo evento del genere realizzato in quella piazza, che, allora, era, in parte, ancora un cantiere. Ma, poi, ci sono le serate all’Angolo Milano, in Zona K, al Laboratorio Cagliani, tutti luoghi animati da una bella umanità. L’Isola è un luogo di Milano straordinario, con una grande tradizione, ma sempre capace di confrontarsi col “nuovo”, negli ultimi decenni poi è stato un grande laboratorio di un importante rinnovamento della città. 

Nei tuoi concerti all’Isola ti sei confrontato spesso con alcuni protagonisti noti della scena jazz e cantautorale

Mi piace pensare alla musica innanzitutto come a un territorio privilegiato per sviluppare rapporti umani, è il posto ideale per condividere pensieri, ambizioni, paure, sentimenti e tutto questo, inoltre, in favore degli altri, cioè di un pubblico. Per questo motivo non m’interessa troppo ospitare nei miei progetti musicisti solo per la notorietà dei loro nomi. Tullio De Piscopo, Francesco Baccini, Eugenio Finardi, Armando Corsi sono persone che mi hanno arricchito, che ho molto a cuore e con cui ho condiviso momenti importanti della mia carriera e della mia vita. Alcuni di loro sono ospiti anche nel mio nuovo album.

 “Sono cose delicate tutte quelle cose che non possono mai essere sfiorate…”

Gìa, Sono Cose Cose Delicate è il titolo che ho dato al mio nuovo lavoro. Avevo 10 anni, quando mi capitò tra le mani il disco di un certo Virgilio Savona e mi appassionai, in modo particolare, ad una canzone che si intitolava “Sono cose delicate”, appunto. Era un brano cantato con un forte accento siciliano, mi sfuggiva il significato di quelle parole ma lo ascoltavo in continuazione, cercando di imitare quella cadenza. Un giorno andai da mio padre e gli chiesi il senso di quella canzone. Mi rispose che lui non lo conosceva e che avremmo dovuto chiederlo direttamente al suo autore, cercammo insieme il numero di telefono sull’elenco telefonico M/Z, così lo chiamammo. Rispose proprio Virgilio Savona e mio padre, dopo avergli raccontato l’antefatto, me lo passò. Emozionato, accostai all’orecchio il ricevitore e ascoltai dalla viva voce di un grande artista il delicato significato di quelle parole che sino a poco prima mi risultavano tanto misteriose. Si trattava di una storia vera, da lui vissuta in prima persona. Conservo ancora, dentro di me, l’essenza forte e delicata del gesto di mio padre. Il disco è dedicato dunque a Virgilio Savona che, per chi non lo conoscesse, è stato uno dei pilastri di quel straordinario ensemble vocale che è stato il Quartetto Cetra. 

Tanti sono i temi che affronti in questo album e tutti, appunto, molto delicati…

 “Con il fiato corto parla di famiglia, di un padre separato e di desiderio di rimettere insieme i pezzi e ritrovare la serenità. “Un po’ di più”, “Questa è per te”, “Il giorno dopo” e “Vienimi a Trovare” trattano d’amore, tra magia e difficoltà. “A modo tuo” parla della necessità di ciascuno di avere fiducia in se stessi, che credo sia l’unico modo per costruire un mondo più accogliente. “Tutti a scuola” è un’esortazione a tornare tutti a imparare da capo, con umiltà. “Pianista senza piano” è una dedica – che non poteva mancare – al mio caro amico e maestro di musica e di vita, Renato Sellani. “O Divo” è una riflessione su questi anni di super accentuazione del fenomeno del divismo.

Non è il tuo primo lavoro questo, ma mi risulta che sia la prima volta che decidi di uscire con un album per cultori, in vinile

Già ,in realtà è il mio quinto lavoro discografico ma è il primo in vinile. Il nuovo, spesso, passa attraverso il recupero della tradizione e, nel mercato discografico, sta succedendo un po’ questo. Sarà anche un po’ una moda ma il disco in vinile è un bell’oggetto a prescindere dal suo contenuto, un oggetto che recupera un atteggiamento culturale di alto profilo nei confronti della musica. E’ questo che ci ha spinto a percorrere questa direzione. L’album contiene dieci brani, all’interno della confezione si troveranno dei codici che consentiranno di scaricare la musica anche in formato digitale. Una scelta ben precisa, ovvero ottenere il massimo della resa fisica e simbolica da un oggetto come il disco che in tempi recenti ha riconquistato il mercato, senza rinunciare alla praticità del formato “liquido”. In digitale, poi, si otterranno anche tre bonus track che per questioni di “spazio” è in possibile inserire su disco.

Sono Cose Delicate_Cover

Presenterai il disco il 22 aprile presso il Teatro Sala Fontana, in quartiere Isola. L’ingresso è libero.

Sì, il Fontana è un teatro dove ho avuto occasione di suonare più volte e dove mi sento a casa. Con la produzione, si è deciso di tenere il concerto a ingresso libero, un regalo che ho l’onore di fare a tutti gli “isolani” e a Milano, città in cui da sempre vivo e alla quale ho dedicato tempo fa parole di amore e odio nel pezzo “Cara Milano”. Tra l’altro, proprio con questa canzone ho vinto nel 2011 il premio Sergio Endrigo. C’è molta Milano anche nei clip che abbiamo realizzato per annunciare il video del mio nuovo singolo “Con il fiato corto”.

L’uscita del disco apre per te un periodo intenso di appuntamenti live: qualche anticipazione sui prossimi gli appuntamenti?

Non mi muovo dall’Isola (sorride). Torno al Blue Note giovedì 12 maggio, con una band formata da straordinari musicisti nordeuropei. Un quartetto capitanato dal chitarrista lussemburghese Greg Lamy, e completato dal sassofonista tedesco Joannes Müller con i francesi Jean Marc Robin alla batteria e Gautier Laurent al contrabbasso. Con loro ho recentemente suonato in Lussemburgo e ci tornerò in fine luglio per il Blues’n Jazz Rally. È un progetto con un carattere internazionale, oltre alle mie canzoni il repertorio comprende qualche canzone in francese e alcune pagine importanti della canzone d’autore americana.

Se i nostri lettori volessero restare in contatto con te?

Vi aspetto ai miei concerti o in rete agli indirizzi www.marcomassa.com e https://www.facebook.com/marcomassa.official/?fref=ts

Marco MassaRegistrazione videoclip 19/01/2016 Teatro Belloni, Barlassina (MB)
Marco Massa Registrazione videoclip 19/01/2016 Teatro Belloni, Barlassina (MB)

Vi aspettiamo al
TEATRO SALA FONTANA
via Gian Antonio Boltraffio 21, Milano
VENERDI´ 22 APRILE 2016
inizio concerto ore 21
l’ingresso è libero con prenotazione obbligatoria
al numero 02 69015733 o all’indirizzo fontana.teatro@elsinor.net

http://www.teatrosalafontana.it/musica-danza/musica/sono-cose-delicate.html

in scena:
MARCO MASSA: voce e chitarra
PIETRO LA PIETRA: chitarra
SIMONE DACLON: pianoforte e fender rodhes
CARMELO ISGRO´: basso elettrico
IVAN CICCARELLI: batteria, percussioni
MARCO MARIANI: tromba
LUCIANO MACCHIA trombone
STEFANO CORRADI: sassofoni
LOREDANA CASULA: coro
CINZIA GUARESCHI: coro
ALEX PROCACCI: coro
SIMONA SALIS: coro
e con l’Orchestra d’archi “Classica viva” diretta da Stefano Ligoratti

Note sull’autore dell’intervista:

ANDREA COLASUONNO

Andrea Colasuonno nasce ad Andria il 17/06/1984. Nel 2010 si laurea in filosofia all’Università Statale di Milano con una tesi su Albert Camus e il pensiero meridiano. Negli ultimi anni ha vissuto in Palestina per un progetto di servizio civile all’estero, e in Belgio dove ha insegnato grazie a un progetto dell’Unione Europea. Suoi articoli sono apparsi su Nena News, Lo Straniero, Politica & Società, Esseblog, Rivista di politica, Bocche Scucite, Ragion Pratica, Nuovo Meridionalismo.  Attualmente vive e lavora a Milano. Parallelamente alle sue attività da anni alimenta una viscerale passione per la musica che lo porta in giro – da oltre dieci anni – per festival di musica popolare e d’autore con la sua band Folkisciotte per la quale canta, suona la chitarra e compone. Il suo rapporto con quartiere Isola nasce e matura attraverso la collaborazione con AHUM Milano Jazz Festival che qui si svolge dal 2010 secondo la formula del festival di approfondimento a carattere territoriale.

Annunci