Anche questa è Isola…

di Giovanna Senesi

Venerdì 18 marzo, dovevo partecipare ad una cena, ho rinunciato ed ho preferito andare ad un concerto, qui nel quartiere: all’Isola.

Accompagnata dalla mia amica P., ci siamo recate presso la Comunità Pastorale Maria Madre della Misericordia, presso la Chiesa Santa Maria alla Fontana: una delle molte cose belle che ci sono all’Isola. Costruita tra il  1507 ed il 1508 dall’architetto e progettista Giovanni Antonio Amedeo, già in quell’epoca, il Cesariano la indicava come una delle tre strutture sanitarie principali di Milano, insieme alla Cà Granda e al Lazzaretto. Grazie anche alla presenza dell’acqua di una sorgente sotterranea, allora considerata “acqua taumaturgica”, adatta a disturbi come artrosi ed artriti.chiesa

Arrivate, siamo scese nel Chiostro: nella Cappella, in quel momento, una parte del coro stava provando alcuni brani, solo con il canto. La musica dell’organo è arrivata con l’inizio del concerto.

manifesto

Nel frattempo, la piccola e colorata sala ha cominciato a riempirsi di cittadini del quartiere, gente appassionata a questo genere di musica, che spesso incontro per le strade dell’Isola. L’atmosfera è calda, come quando si va in un bar e si incontrano persone che si conoscono, che qui vivono ed abitano: molto meno formale e fredda di quanto, talvolta, ho riscontrato in altre occasioni, per concerti simili.

Mi piace molto questa semplicità, appare come un caldo abbraccio.

Inizia lo spettacolo, subito si sentono le note dell’organo, suonato da Alessandro Nardin, giovane e bravo esecutore. Entrano i coristi: un gruppo di 25 persone, uomini, donne, giovani e diversamente giovani, con i loro testi in mano; qualcuno usa il tablet. Infine, arriva Alessio Raimondi, anche lui giovane e capace direttore. La musica e il canto ti trascina, ti avvolge e coinvolge. Che cosa bella, ascoltare!

In questi momenti, si dimenticano pensieri, stress, preoccupazioni: la musica riesce in  modo efficace a rilassare le persone. Confesso: amo molto il suono dell’organo, ed invidio fortemente chi lo suona. Per il canto, non ne parliamo! Ho ancora vivo il ricordo di quando, da bambina, sono stata espulsa dal coro scolastico.

coro

Mentre ascoltavo, riflettevo su quanto impegno stava dietro questo evento, quante prove di musica, di canto, di direzione sono state eseguite, per questa proposta musicale.

Dal libretto della serata, apprendo che il Coro Polifonico Aenigma si prefigge la diffusione e la conoscenza del canto corale: insieme all’Ensemble Vocale Aenigma è dedito all’esecuzione della musica sacra rinascimentale e barocca. Che cosa bella! Incuriosita, pensavo a quanto tempo dedicassero i coristi a questa attività. E che cosa facessero nella loro altra vita: così, apprendo essere ingegneri, insegnanti, architetti, chirurgo, casalinghe, commercianti, bancari, pensionati, libraia, segretaria d’azienda, tecnici, ecc. Insomma, un normalissimo microcosmo di volontari ed appassionati milanesi, che silenziosamente portano avanti questa attività nell’Isola, oggi maggiormente nota per la movida e per i grattacieli.

Finita la serata, con regolare bis, siamo uscite e rientrate verso casa. L’impatto visivo immediato, lungo il percorso da via Thaon di Revel al cuore del quartiere, è stato tremendo: macchine parcheggiate ovunque; arrivate in via Borsieri, causa intervallo al Blue Note, è stato difficile persino camminare a piedi. Non penso di essere una persona nostalgica: sono convinta che la vitalità dell’Isola sia una cosa positiva, lasciando ad ognuno la possibilità di vivere il quartiere a proprio gusto e scelta. Credo, però, che questa convivenza, oggi soffocante, possa e debba trovare le giuste modalità, per poter valorizzare al meglio tutto quanto nel quartiere esiste ed offre, nel pieno rispetto che una comunità come la nostra merita.

Un grazie sincero agli artisti per la bella serata passata insieme.

Annunci