L’Acqua e Milano

di Cristina Arduiniwww.fontanedimilano.itwww.risorsa-acqua.it

Milano è da millenni una città di acqua e sull’acqua. Come già scrisse il citatissimo Bonvesin de la Riva , vissuto a Milano tra la fine del 1200 e l’inizio del 1300, magister e terziario dell’ordine degli Umiliati nel suo libro De magnalibus urbis Mediolani, esistevano a Milano circa 6000 sorgenti di acqua pura per alimentare le 12500 case milanesi.

La Lombardia, infatti, possiede un articolato e sviluppato sistema idrico e idraulico (grandi laghi prealpini regolati, fiumi, invasi idroelettrici montani, reticolo idrico artificiale, etc.) su cui nessuna altra regione italiana può far conto. Si tratta di un grande punto di forza perché permette di disporre e distribuire enormi quantità d’acqua soddisfacendo diversi bisogni, risorsa alla base dello sviluppo socio-economico della nostra regione.

In particolare, il territorio milanese, attraversato da fiumi e torrenti, è, senza interruzione, stato abitato fin dall’antichità e gli uomini sono, da sempre, intervenuti nella regimazione delle acque per migliorare la loro sopravvivenza.

Molti sono stati gli interventi, ma, sicuramente, i più importanti sono stati  la costruzione del Sistema Navigli e il Canale Villoresi, utilizzati sia per il trasporto di merci che per l’irrigazione dei campi. In tempi più recenti, vennero costruite lungo l’asta dei fiumi Adda e Ticino centrali idroelettriche per la produzione di energia elettrica.

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Particolare delle derivazione per la centrale Angelo Bertini sull’Adda. Foto di Cristina Arduini.

Il sottosuolo, poi, per la particolare conformazione, è ricchissimo di acqua, che permette, da un lato, di fornire acqua fresca potabile ai cittadini con una tariffa idrica tra le più basse d’Italia e, dall’altro, che, con l’innalzamento della falda ai livelli – pochissimi metri dal piano campagna – degli anni 50 del secolo scorso, crea notevoli problemi alle infrastrutture esistenti.

Quindi, in sintesi, una situazione complessa, che prevede conoscenze e competenze particolari, necessarie per una gestione veramente sostenibile da parte di tutti gli attori esistenti ed interessati. Inoltre l’intreccio di competenze sulle acque  da parte di numerosi attori – Autorità di Bacino, AIPO, Regione, Città Metropolitana, Comune, Uffici di Ambito, Consorzi di Bonifica – non facilita l’applicazione delle norme e la risoluzione delle problematiche connesse.

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Fontana al parco di via Principe Eugenio. Foto di Cristina Arduini.

Si fa sempre più evidente la necessità di coordinare tutte le azioni, i progetti e le conoscenze nell’ambito della gestione della risorsa idrica milanese e, pertanto, l’amministrazione comunale di Milano può essere il punto focale di una nuova percezione dell’ambiente, sia da parte dei cittadini, che da parte della classe politica e diventare un punto di forza di nuove idee, coordinando azioni per migliorare norme e procedure e la loro applicazione.

Un buon punto di partenza potrebbe essere quello messo in campo nel luglio 2015 dall’Ufficio d’Ambito della Città di Milano ed MM, con le rispettive associazioni di categorie ANEA e Utilitalia, che hanno presentato un contributo sull’acqua alla Carta di Milano.

In particolare, fare proprie una serie di azioni come avere e far adottare comportamenti ed azioni responsabili nel lavoro di forniture e controllo di servizi alla collettività, come propugnare nelle sedi opportune nuove norme utili al miglioramento del suo utilizzo in maniera sostenibile, come investire nella ricerca e creare una rete di cooperazione e condivisione di risultati nell’interesse di tutti, come promuovere che a livello globale ci sia  un continuo e costante contatto con i cittadini, informandoli di tutte le azioni ed innovazioni prodotte ed infine come contribuire a definire e a raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile attraverso l’innovazione dei processi.

In una probabile situazione di minore disponibilità idrica come si prospetta, causa il cambiamento climatico in atto, è auspicabile che tutti, ferma restando la tutela dei legittimi interessi, facciano la loro parte per usare più efficacemente la preziosa risorsa idrica.

Infine, gioverebbe a tutti, prevenire e ridurre i possibili conflitti, che in queste situazioni è normale possano insorgere, cercando piuttosto delle alleanze oppure condividendo ed attuando un patto per l’acqua, che consenta di salvaguardare e valorizzare la risorsa idrica nei molteplici utilizzi.

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