Cavalcavia Bussa: speculazioni, contrasti e scontri fra quartiere e poteri forti

Il progetto GuardaMi

di Gianluca Luigi Grignani | Amministratore gruppo Milano Isola

C’era una volta l’Isola e c’era una volta un progetto ambizioso che voleva Milano capitale europea della neonata Europa.

Erano i primi anni ’50 e fra ambizioni ed interessi economici, un gruppo di politici ed imprenditori aveva avuto la balzana idea di voler tagliare in due il quartiere Isola sventrandolo quasi completamente per seguire un disegno ben preciso.

In quel periodo, per una questione di prestigio ed interessi speculativi, Milano arrivò al punto di candidarsi quale capitale della neonata Comunità Europea (che poi vide Bruxelles vittoriosa nella scelta), e, per poter essere supportata in tale desiderio, doveva realizzare una circonvallazione veloce che avrebbe tagliato in due la città per rendere il traffico più fruibile.

I lavori incominciarono e, un pezzo di via Pepe e un angolo di Borsieri da un lato e via Quadrio dall’altro furono espropriati e demoliti con un’aspra battaglia degli isolani che si opponevano al progetto capeggiati da Don Bussa, prete ed eroe partigiano del quartiere.

La vittoria del quartiere sui poteri forti non si fece attendere (visto anche il polverone suscitato e gli scandali in agguato), ma rimase come simbolo della prepotenza dei potenti il cavalcavia chiamato poi Bussa in onore di chi capeggio’ la battaglia dell’Isola.

Il cavalcavia, negli anni, diventò simbolo di degrado con spaccio a tutte le ore e posteggio fisso di zingari e tossici del quartiere. Negli anni ’80, però, giunse la svolta con il suo recupero e il ripristino dei posteggi e del passaggio automobilistico.

Negli ultimi anni, è stato la salvezza del quartiere alle esondazioni del Seveso: gli isolani sono soliti portare le auto sopra il ponte quando è prossima l’esondazione, riuscendo così a salvarle dall’acqua e dal fango. E poi il ponte è anche una salvezza le notti prima del mercato di P.zza Lagosta per gli isolani che non trovano posteggio a causa del divieto da mercato. Oltre a queste utilità, il ponte rappresenta una delle tre entrate principali dell’isola (Ponte Farini, vie Zara-Stelvio-Lagosta e, appunto cavalcavia Bussa), senza dimenticare che il passaggio dal Bussa offre il passaggio di potenziali clienti ai commercianti delle vie limitrofe.

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Come si presentava qualche mese fa la situazione della pista ciclabile prima del rifacimento dei cordoli.
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Spesso la pista ciclabile non è praticabile a causa delle inciviltà dei fornitori dei grattacieli.

Ma la giunta Pisapia (notate bene, non Moratti) è forse un pò figlia di un Dio minore degli speculatori degli anni 50 e dell’era Moratti, e nella città della democrazia partecipata, ha avuto la nuova idea, con la partecipazione ben ridotta dgli isolani, se non quelli che hanno risposto ad un sondaggio poco pubblicizzato, di sventrare, ricreare e trasformare nel progetto “partecipato”: Guarda-MI.

Come se l’Isola non fosse già stravolta da tutti i cambiamenti di questi ultimi 7-8 anni!

Il progetto Guarda-Mi è figlio di una specie di miniconcorso di progettisti semi improvvisati e probabilmente poco attenti alle vere esigenze del quartiere.

Questo progetto, del valore di 5-6 milioni di euro, prevede l’eliminazione del traffico, dei posteggi e dell’attuale configurazione del Bussa, per lasciar posto ad una pista ciclabile modello curva dei tabaccai di Montecarlo con doppia esse e curva mortale con ribaltamento del malcapitato, campo di pallavolo e mercatino fisso di non si sa bene cosa e la creazione di una piazza urbana sulla testata sud in prossimità della scuola materna, e uno spazio pubblico davanti alle abitazioni esistenti nella testata nord, integrando l’area attualmente adibita a parcheggio”.

 Insomma, un progetto totalmente inutile per le esigenze degli isolani. Per fortuna, però, questo progetto, tanto caro alla De Cesaris (ex vice sindaco dell’attuale giunta), per mancanza di fondi, è stato ufficialmente accantonato, per ora.

La speranza è che, nel futuro, si pensi alle reali necessità dell’Isola e delle sue strutture, pensando anche ai servizi che offre tale ponte agli abitanti della zona.

Basterebbe, per ora, che fosse messo a norma, cosa che, attualmente, nonostante solleciti, non è stato fatto. La pista ciclabile, a parte i cambi di carreggiata lungo il percorso, non offre alcuna sicurezza, in quanto finisce prima di una curva con auto provenienti nel senso inverso di carreggiata.

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L’omessa messa a norma da parte del Comune di Milano della pista ciclabile che finisce nel nulla prima della curva con direzione inversa del traffico automobilistico
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Dopo anni di solleciti sono state ridipinte le strisce segnaletiche

Si rileva inoltre che le auto, per la conformazione della strada che collega il ponte e la mancanza totale di controlli, sono solite gareggiare spesso fra di loro con velocità ben superiori ai limiti consentiti.

A parte i progetti e proposte a voler spostare il mercato di Lagosta sul ponte, ci si domanda veramente quale sarà la sua destinazione finale.

Le foto:

  • Dopo anni di solleciti sono state ridipinte le strisce segnaletiche
  • Come si presentava qualche mese fa la situazione della pista ciclabile prima del rifacimento dei cordoli.
  • Spesso la pista ciclabile non è praticabile a causa delle inciviltà dei fornitori dei gratacieli
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