Sezione Aurea | Incontri di Fotografia

di Gianmarco Cravero

Riprendo, dagli scritti di Walter Benjamin in “Piccola storia della fotografia”, brevi ma affascinanti schegge di pensiero sulla fotografia, di questo grande filosofo e pensatore tedesco del Novecento, prematuramente scomparso nel 1940.

……..e Tristan Tzara (fondatore del movimento dadaista, n.d.a.) nel 1922: quando tutto ciò che si chiamava arte era diventato vecchio e gottoso, il fotografo accese le mille candele della sua lampada, e poco a poco la carta sensibile alla luce assorbì i neri da alcuni oggetti d’uso.

Egli aveva scoperto tutta la portata di un lampo luminoso, delicato ed integro, un lampo più importante di tutte le costellazioni dispiegate per il piacere dell’occhio. I fotografi che sono passati dall’arte figurativa alla fotografia costituiscono oggi l’avanguardia tra i colleghi perché, grazie alla loro evoluzione, sono in qualche misura assicurati contro il più grande pericolo della fotografia attuale: lo scadimento nel decorativismo. “La fotografia come arte”, dice Sasha Stone (fra i pionieri della fotografia moderna, n.d.a.), “è un terreno molto insidioso”.

Eppure ciò che è decisivo nella fotografia è sempre e comunque l’atteggiamento del fotografo nei confronti della sua tecnica. Camille Recht (critico, giornalista e scrittore, n.d.a.) lo ha descritto con una bella metafora: “Il violinista”, dice,”deve prima produrre la nota, deve cercarla, trovarla alla velocità del lampo, mentre il pianista preme il tasto, e la nota risuona. Sia il pittore sia il fotografo hanno uno strumento a disposizione. Disegno e stesura dei colori equivalgono per il pittore alla produzione della nota per il violinista. Il fotografo, come il pianista, dispone di un congegno meccanico, ma esso è soggetto a leggi limitanti molto più restrittive di quelle cui è sottoposto il violinista”.

L’analfabeta del futuro non sarà chi non sa scrivere, ma chi non conosce la fotografia”, è stato detto. Ma non deve essere considerato altrettanto analfabeta un fotografo che non sappia leggere le sue stesse immagini?

Per fare due chiacchiere sulla sezione aurea, detta anche rapporto aureo o proporzione divina, bisognerebbe, invece, guardare indietro fino al VI secolo a.C. per poi chiederci: ma Dio è un matematico? Ma ne vale la pena? E che c’entra con la fotografia?

Ne parleremo liberamente giovedì 17 marzo, dalle 21.30, presso il Circolo PD di Via Confalonieri 11, a Milano.

Nota: Walter Benjamin è vissuto fra il 1892 e il 1940 a Berlino. Di famiglia ebraica, all’affermarsi del nazismo fuggì con degli amici in Spagna per raggiungere l’America in nave. Una sera, ad un banale controllo di polizia, i loro documenti vennero ritirati e Benjamin, spaventato, la notte stessa si suicidò. Per un destino beffardo i suoi documenti, e quelli degli amici, gli sarebbero stati restituiti il giorno dopo!