Finalmente un Patto per l’Isola?

di Giovanna Senesi

Il nostro quartiere ISOLA, a Milano, denso di abitazioni ed attività commerciali / artigianali, ospita, dal 1928, un mercato ambulante bisettimanale. Nel frattempo, quest’ultimo si è ingrandito e modificato. Oggi conta più di 200 operatori, con relativi camion, 40.000 visitatori solo nella giornata di sabato e condiziona pesantemente il vivere e l’agire dei residenti.

I mezzi pesanti parcheggiano sui marciapiedi, collassando gli stessi, a ridosso delle abitazioni e dei locali commerciali, taluni sopra gli idranti. Una delle vie interessate, Volturno, è percorsa dalla linea  5 della metropolitana,

3 Areazione MM5, copertura ambulante
Areazione M5 coperta dagli ambulanti

dichiarata obiettivo sensibile e, in questo tratto, ci sono anche gli accessi di emergenza. Nei giorni di mercato, non c’è garanzia di soccorso tempestivo in tutta l’area.

4Sebenico Ambulanza non entra(1)
l’ambulanza non riesce a passare

Il nostro Comitato di Residenti e Commercianti ha agito, negli anni, per arrivare ad una soluzione di compromesso, considerando tutti gli aspetti e gli equilibri. E’ scaturito, così, un accordo tra Comune, ambulanti e residenti, nonché una  delibera per lo spostamento del mercato in luogo attrezzato e consono.

Poiché il progetto di spostamento prevedeva la rimozione di due filari su quattro di platani, si è arenato nel 2014, pur rimanendo in vigore la delibera di Giunta. Dal Comune silenzio ed, in compenso, il mercato, vista l’estensione dell’area,  è presidiato il sabato da circa 10 vigili urbani, dall’inizio fino alle ore 22, creando forti limitazioni a residenti e commercianti.

Il Comitato ha continuato a perseguire l’obiettivo per la sicurezza con ogni mezzo legale fino all’esposto alla Prefettura di Milano. Il significato pratico che traiamo da questa esperienza è che non abbiamo a tutt’oggi nessuna variazione dello stato di insicurezza in cui viviamo e che continuiamo a documentare. Questo ci preoccupa moltissimo e, avendo anche vissuto un grosso incendio (11 settembre 2014),  abbiamo ora la consapevolezza di quanto sarebbe stato impossibile il soccorso in caso di presenza del mercato. Il significato politico è devastante: molti di noi hanno sostenuto, nelle scorse elezioni, il Sindaco Pisapia, sperando in una accoglienza consona delle istanze, ci saremmo aspettati che i nostri bisogni di sicurezza fossero stati presi in considerazione, almeno alla pari delle esigenze commerciali degli operatori del mercato ospitato.

Purtroppo, ciò non è avvenuto. Dopo questa esperienza negativa e, con l’approssimarsi delle prossime elezioni amministrative, la riflessione comune del Comitato è stata quella di modificare nettamente il rapporto tra cittadini (elettori) ed i futuri candidati alla poltrona di Sindaco e dei futuri Presidenti delle Municipalità, che verranno eletti a Milano. Invertendo il rapporto: queste sono le nostre esigenze, diteci cosa farete.

Si è deciso, così, di cambiare fisionomia al nostro lavoro, allargare le problematiche al quartiere, che non è degradato, ma che mantiene intatte alcune emergenze: innanzitutto le esondazioni del Seveso (scheda 5); da non sottovalutare, in questi tempi, aspetti  legati alla sicurezza (scheda 2); alla viabilità ed alla programmata Zona 30, dalla sistemazione della storica Piazza Minniti, alle penose condizioni di Piazzale Lagosta, fino alla sistemazione di marciapiedi e vie (scheda 1); alla carenza di attenzione verso gli adolescenti (scheda 4); ad un nuovo modo di pensare alla cultura di territorio (scheda 7); ad un moderno e non più rinviabile impegno verso il commercio ed artigianato, riportando, in questo quartiere, attività tradizionali che caratterizzavano l’Isola, strettamente legato a  favorire nuova occupazione (scheda 3); infine, il risanamento delle case popolari, in maniera appropriata e dignitosa (scheda 6).

Tutto il lavoro fatto insieme a cittadini, commercianti, ed esperti è una piccola e modesta piattaforma di richieste ai candidati, che verrà presentata con incontri concordati. Il tempo dell’ascolto, futuri impegni e promesse pensiamo sia esaurito: è venuto il momento di far conoscere  le esigenze dell’Isola, da isolani, perché siamo convinti che chi vive e lavora qui è in grado di conoscere bene il proprio territorio. L’Isola è un quartiere vivace ed attivo, ma, finora, quest’energia ha portato a soluzioni parziali, perché chiunque si sia attivato, in perfetta buona fede, non ha, però, tenuto conto di un progetto comune, così necessario ad  una comunità  composita e complessa. Per queste ragioni, l’assemblea del 2 febbraio ha approvato le schede e dato mandato per avere uno statuto adeguato a questo impegno, cosa che avverrà in tempi brevi.

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