E’ come l’estate

di Annalisa Scandroglio | GiudaIsCarioca

“Sarà Giugno.” E le ciglia a corolla profumano l’aria di verde.
“Lo si capisce dai tuoi occhi d’estate, che sbirciano tra i riccioli caldi di sole questa mattina.”
Mi dici toccandomi i capelli, che sento miei solo quando le tue dita li fanno suonare piano.
“Io i ricci li porto per sentirti.” dico.
E una canzone vola tra il pentagramma che disegni tra Porta Venezia e il mare.
Quando mi pensi si apre il portone al 27 e il vestito a fiori che ho scelto per me fa da prato al nostro non incontro che hai scelto per te.
Un bacio cade vicino al collo sui petali blu, e immagini i fili rossi che lo incorniciano.
Pensa se fosse vero.
È come l’estate.
I bordi, i fili, i fiori, li cucio di notte perché vengono da te.
Li sbircio tra i riccioli freddi di luna e li vedo che filano via, dagli scolli alle maniche tra le strade e il tuo pianerottolo.
Li lasci entrare e baci il blu.
Lo mandi qui, lui si sdraia e io lo cucio.
“Sarà Agosto.” E mi asciugo la fronte con le mani.
“Lo si capisce dalla tua pelle pazza di caldo tra i miei pensieri, quando ti sogno e lo sai.”
Mi dici asciugandomi le mani sulla tua camicia azzurra senza bottoni. Niente da chiudere, niente da aprire.
“Io le mani le darei a te per non asciugarmi più.” penso.
E infili in tasca le mie dita e un mazzo di Surfinie.
“Crescono ora. In questo mese, il mese giusto.”

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