il Brunello di Montalcino

di Dorina Chionna

In questo numero di Asilo vi parlerò di vino, anziché di cibo: vi parlerò del BRUNELLO,  di MONTALCINO, un vino di lussuosa immagine.

Il Brunello nasce e si sviluppa rigoglioso dal medesimo vitigno che dà la severa struttura al Chianti: il “SANGIOVESE”, solo che quello del Brunello è un “SANGIOVESE GROSSO” in PUREZZA (grappolo più serrato, acino più grosso, colore più scuro). I tecnici, gli studiosi, gli esperti possono illustrarvi le caratteristiche e la composizione, la natura del sottosuolo, del microclima, delle acque, della vegetazione, che contribuiscono a rendere diverso il Brunello dal Chianti. Io mi limito a segnalare un’influenza che, fra le molte, rende unico il Brunello: l’AMIATA, un ex vulcano in pensione da millenni che nelle viscere ha trasformato il fuoco in mercurio ed emana acqua che i poderi assorbono. Questo gigante separa la Maremma dalle alture di Montalcino, protegge e tutela il Brunello, sovrasta i suoi vigneti, trasmette loro la sua forza, la sua energia.

Il Brunello riceve la DOC (denominazione di origine controllata) nel 1966, settimo in ordine di tempo tra i migliori vini italiani, con un disciplinare molto severo che gli impone una resa massima di uva per ettaro limitata a 100 quintali e un invecchiamento di 4 anni in botte. Nel luglio 1980, primo in Italia, ottiene la DOCG (denominazione di origine controllata e garantita) concessa solo ai vini ottenuti con una normativa più ristretta (i quintali ad esempio scendono a 80) tale da assicurare caratteristiche di “particolare pregio”. Il Brunello è quindi degno di stare al livello dei più grandi vini del mondo. Va bevuto, possibilmente, in ampio bicchiere di cristallo, in modo che il nettare ruoti in un vortice di rifrangenze contro le pareti del calice e liberi i propri effluvi eccitanti. Va ammirato il suo colore sensuale, profondo, passionale, cardinalizio. Va bevuto a sorsi brevi, misurati, bisogna aspirare il suo profumo e lasciarsene inebriare e pronunciare a bassa voce, con gli occhi socchiusi Brunello sei grande.

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