Comunicato n.1

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di Massimo Mascheroni | ODRZ

Teatro Uomo – Milano

All’inizio degli avventurosi anni ’80 a Milano esisteva il teatro Uomo, sede di interessanti iniziative, alcune riguardanti la nuova scena musicale italiana. Io, che già all’epoca ero malato per qualsiasi novità, convinsi un manipolo di amici, uno dei quali totalmente inconsapevole di cosa si andasse a vedere, ad assistere a un concerto dei Gaznevada, in quel periodo reduci dalla stampa del loro primo LP per la Italian Records, che io avevo già acquistato.

La band era nota per una attitudine piuttosto guerrigliera nel presentarsi sul palco e nel relazionarsi con il pubblico. Facce truci, approccio provocatorio accompagnato da volumi sostenuti e suoni, dal vivo, graffianti e volutamente aggressivi. Mi ricordo, ma potrei sbagliarmi, di un palco spoglio e di un teatro pieno, o vuoto (come la storia del bicchiere) a metà. Sedie in legno stile cinema anni ’50 e pubblico giovanissimo.

Noi ci sediamo in fondo, non so perché. Luci accese, entrano loro e attaccano un paio di brani veloci e cattivi. Il mio amico comincia a spazientirsi. Lui veniva da una cultura musicale classica, nel senso di rock, che, a quei tempi, veniva visto come vecchio e putrido. Pink Floyd, ovviamente, e poi tanto prog, David Bowie e compagnia cantante. Tutto il resto non solo non lo ascoltava, ma lo rifiutava a priori. Ad un certo punto, saranno passati dieci minuti scarsi, i Gaznevada partono con Now I Want To Kill You, ultima traccia del disco, suonata con una violenza incredibile e tirata allo spasimo, allungata nella parte finale in un loop interminabile.

Poi in un attimo il silenzio improvviso.

La gente non sa come reagire, nessuno inizialmente applaude. Il mio amico, imperturbabile, si alza in piedi e urla:

ANDATE A CAGAREEEEE!!!!!

E altrettanto in maniera imperturbabile esce dal teatro e ci aspetta fuori. Alla fine della serata soliti commenti sul concerto appena visto. Voci discordi; io voto 9, il mio amico, mi sembra di ricordare, 1.

Sono passati oltre trent’anni, quel mio amico è diventato uno dei miei migliori amici; ha aperto i suoi orizzonti musicali, ascolta anche cose più ostiche e addirittura gli piace un gruppo milanese che propone noise-industrial…

I Gaznevada però, anche a distanza di tempo, continua tranquillamente ad odiarli. Mah