Lettera al Circolo PD I Maggio Isola – Zara

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lettera di Augusto Tacchetti al Circolo PD I Maggio

Ero reduce da un anno memorabile, in cui, per fortunata casualità, avevamo seguito nostro figlio al Children’s International Summer Village, ed ho vissuto e fotografato per tre settimane alle Isole Svalbard, alle Isole Lofoten e ad Oslo. In un ritrovo tra le famiglie partecipanti, un farmacista del lecchese, compagno, segretario di sezione e gran promotore di feste dell’Unità, ci disse: domani si può partecipare alla fondazione del Partito Democratico. Imperversava Silvio Berlusconi, non potevo più limitarmi a brontolare e, la domenica 14 ottobre 2007, mi iscrissi al Circolo I Maggio Isola – Zara. La sintesi storica e politica di quel progetto lanciato da Romano Prodi è, oggi, laminata dal Seveso.

In occasione dell’ultimo congresso di Circolo, mi sono candidato a portavoce  perché convinto della mia capacità ed interesse a svolgere il ruolo. Pur sapendo improbabile il successo, ho lanciato la candidatura, anche per animare il dibattito congressuale. Dopo la sconfitta, ho ritenuto doveroso rinnovare l’iscrizione e partecipare alle riunioni, sebbene non mi piacesse l’andamento delle discussioni. Ma, una sera, una compagna fece notare il numero basso delle iscrizioni. Qualcun altro aggiunse che il numero degli iscritti al Circolo coincideva con il numero dei componenti del Direttivo, chiosando: “se ne dovrebbe ridurre il numero“. Sedevo verso la porta, dando le spalle all’armadio, e commentai: “manca solo che ci occupiamo di ridurre, anziché allargare“. Poiché qualcuno si spazientì, irritò e sbuffò, ritenni giunto il momento che avevo partecipato abbastanza.

Molte scelte del governo a maggioranza PD possono essere criticate. Anzi, non ne ricordo nessuna condivisibile, difendibile. Ma l’attacco alla Costituzione mi costringe ad uscire dalla pigrizia. Il famoso appello di Indro Montanelli a turarsi il naso e votare Democrazia Cristiana non mi è mai piaciuto. A differenza degli elettori di Fanfani, Andreotti e Berlusconi, io critico l’azione politica di un governo, anche se formato da ministri del partito a cui sono iscritto da otto anni, ed anche se approvata da un Parlamento composto, a maggioranza, da Onorevoli di quel partito che ho votato per tutta una vita. Caro Portavoce, intendo manifestare il mio appoggio ai parlamentari del PD che si oppongono a queste modifiche costituzionali. Ti chiedo di inoltrare questa mia agli iscritti al Circolo: qualcuno si vuole unire?

Mentre scrivevo queste righe la minoranza ha accettato sul nuovo Senato un compromesso incomprensibile. Ed io non posso morire indifferente, democristiano, o verdiniano piduista, a mia insaputa. Pertanto, rinnovo l’invito agli iscritti critici a manifestare approvazione ai parlamentari che si oppongono.