I gufi, gli struzzi, l’ “Unità” e l’elezione di Corbyn

Jeremy Corbin, foto tratta da http://i100.independent.co.uk/article/ten-people-whose-jeremy-corbyn-warnings-labour-voters-ignored-this-summer--bJg1T7Wae8e

di Francesco Montanaro

Attendevamo con trepidazione la lettura che avrebbe dato l’ “Unità” della leadership election del Partito laburista inglese. Puntuale, è arrivata. Un’analisi che prospetta tempi bui per gli ingenui “compagni” d’Oltremanica. La solita sinistra che si fa del male! Questo Corbyn è filorusso! Troppo eterodosso in politica estera! Così tuonavano autorevoli parlamentari della maggioranza PD dalle colonne del giornale che fu di Antonio Gramsci. Del resto, questi inglesi se la sono meritata. Ma come si fa ad eleggere un vecchio arnese della sinistra laburista? L’erede di una tradizione politica (perdente!) che parte dai Levellers e passa per Tony Benn (il Tony sbagliato, evidentemente). Un “signornò”. Suvvia, la parola d’ordine ormai è “si”, a prescindere! Eppure, erano stati proprio i laburisti inglesi a mostrarci la (terza) via.  Ma questa volta è andata così. Too bad!

Ora, non è mia intenzione infierire sui blairities nostrani. Mi risparmierò la solita tirata su “quanta acqua sotto i ponti” sia passata dagli anni del New Labour e della cool Britannia. Non mi attarderò su come i roaring nineties inglesi, coerente prolungamento del decennio thatcheriano – con poche deviazioni significative, come ad esempio la legge sul salario minimo del 1998 – siano stati segnati da deregolamentazione del mercato del lavoro e del mercato finanziario e (guess what?) crescenti livelli di diseguaglianza. E sarebbe troppo meschino far notare che, applicando il ragionamento binario “vecchio-nuovo” a loro tanto caro, chiunque avrebbe una certa difficoltà ad inquadrare questo blairismo fuori tempo massimo nel “nuovo”. E poi sarebbe davvero  inopportuno ricordare che Blair (Bliar secondo un perfido misspelling!) condivide con Anthony Eden un primato poco invidiato: aver condotto in guerra il Regno Unito sulla base di fatti poi rivelatisi falsi. Altro che eterodossia! Insomma, nulla di tutto questo.

Però, però, però…Non posso esimermi dal chiedervi, cari renzian-blairiani della prima, seconda, terza, trentesima ora, come fate a non accorgervi che la “coperta è corta”? Che il moderatismo ad ogni costo, che attanaglia tutti i partiti socialdemocratici europei, lascia inevasi i bisogni delle classi popolari? Che l’appiattimento su posizioni conservatrici apre inevitabilmente nuovi spazi a sinistra? Che c’è un filo rosso che lega Spagna, Grecia e Regno Unito? Certo, sono tutti argomenti un po’ da gufi, ma ai vostri ormai ci credono soltanto gli struzzi.

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