L’Uccellino della Radio

di Gianmarco Cravero

Chi non fa parte del Club degli …’anta, certamente, non potrà ricordare l’uccellino della radio! Quel grazioso cinguettare, che segnalava il cambio dei programmi radio, ed in modo particolare i notiziari. Perlomeno, è così che mi ricordo, perché è da molto, molto tempo che quel segnale non si usa più. Le sue spoglie, meccaniche, giacciono nel museo della RAI, a Torino.Il motivo per cui questo pensiero mi colpisce mi è del tutto ignoto, salvo poi rendermi conto che, essendo in ospedale, al Sacco, di tempo ne ho in abbondanza ed i pensieri scorrono come un fresco fiume di montagna. Eh sì!…Questo mi è nato rammentandomi che avevo ricevuto su Twitter, (guarda come si ripetono il caso e la storia: un cinguettio, appunto!) sul “mio” twitter un twit (si dice così? comunque un avviso) di Serena Dandini, che mi invitava a seguire (nell’ordine):

il Dalai Lama, Papa Francesco (Pope Francis) e la Casa Bianca.Screenshot Twitter

Bhe, non c’è che dire, per uno che è un filino preoccupato, perché ha un’arteria coronarica occlusa al 90%, ce n’è abbastanza per occupare un po’ di tempo! Sì, sì, capisco le obiezioni: ma perché non le parole crociate? Un bel giallo di Perry Mason? O, se preferisci, Camilleri? Be’, Camilleri non toccatemelo, è un must. Altri: ma cosa ci fai, cosa ci trovi in twitter, 140 caratteri, cosa vuoi mai che siano! Ebbene no! È tutta un’altra cosa: c’è tutto il mondo in quella finestrella, e c’è anche una conferma: la teoria delle reti è corretta. Solo sei passaggi ci separano gli uni dagli altri. Siamo miliardi, ma un passaparola di sei passaggi ci mette in contatto con chiunque, in qualunque parte del globo. E la prospettiva cambia radicalmente, sopratutto per chi è in attesa di mettere il cuore in mani altrui! L’emozione mi prende e apro la “casella” di Papa Francesco: noooooo… ecco che mi appare: “laudato si’, mi’ Signore“. Non che io sia credente, tutt’altro, ma conoscere il pensiero dei Potenti ha una fascinazione insopprimibile! Specialmente adesso, con la crisi della Grecia che ci colpisce ed umilia tutti, ferendo profondamente la nostra dignità.

Intanto tanti altri tweet si offrono alle mie riflessioni ed insieme formano un groviglio di orgoglio ferito, sicurezze smontate, rabbia feroce e paura. Sì, paura, paura di avere di fronte un mostro affamato di oro, sangue e vendetta! Non si è costruita la Casa degli Europei, bensì il Grande Bordello degli oligarchi e dei boiardi.

Eccolo quindi il punto essenziale: l’insopportabile tortura del presente.

Intanto, entro in sala operatoria, niente più twitter o altro, devo affidarmi solo alla mia memoria. C’è un freddo cane, gli operatori indossano dei giubbotti di pile di colori e disegni buffissimi e tutti diversi fra loro. Dove sarò mai capitato! 

Intanto penso all’insopportabile tortura del presente e quanta professionalità abbiano profuso i tedeschi in quest’arte (platealmente la cancelliera Merkel lo dimostrerà urbi et orbi ad una bambina).

Una puntura dolorosa al polso destro dura solo un attimo poi, da lì, in una vena introducono una sonda, senza che io avverta nulla. Alla mia sinistra, quattro grandi monitor riproducono me stesso: due sono dedicati a grafici colorati in continuo movimento e due, simili ai televisori in bianco e nero di una volta mostrano, ma solo a chi lo capisce, i grigi movimenti del mio “dentro”.

Ed il mio dentro sta elaborando la sofferenza:

il 27 di aprile del 1941 sull’Acropoli greca si innalza la bandiera nazista.

Quello stesso giorno, in Svezia, la polizia rinviene, raggomitolato nell’erika, come fosse addormentata, il corpo di Karin Boye, poetessa e scrittrice fra le rilevanti del secolo, e non solo in Svezia, scomparsa da casa da un paio di giorni. Le era risultato impossibile sopravvivere all’occupazione della Grecia, simbolo della sua idea di cultura e di bellezza.

Intanto, come un film di fantascienza, una specie di palla mossa da un braccio circolare, mi gira intorno a scatti ronzando con movimenti per me buffi ed imprevedibili. Vivo in diretta una sorta di set di Star Trek.

Ma la Grecia è più importante. Sospiro:

anche Virginia Woolf, penso, già da un pò sofferente e depressa, si era tolta la vita nel marzo del 1941, anche lei sopraffatta dal pensiero delle avanzate tedesche nel mondo libero.

Intanto il medico capo, che indossa una felpa coloratissima simil Missoni e con cucita una targhetta –  Master Chief – mi informa che la coronaria destra è a posto.

Mi concentro sugli schermi, ogni tanto fanno degli scatti per vedere da fermo il mio io interiore e, quando succede, le luci si accendono e spengono velocissime senza che io ne capisca la ragione.

Arrivano così alla coronaria sinistra: eccoci, dice il Master Chief, che da un punto della sala osserva concentrato gli schermi. Ora sentirà dolore. Deve dirmi se è lo stesso che sentiva…

………..la bandiera nazista fu però ammainata in un’azione dimostrativa il 30 maggio e sostituita da quella greca da Manolis Glezos, partigiano, tuttora attivista e focoso richiedente i risarcimenti di guerra alla sig.ra Merkel.

Come in un sommergibile, il Master Chief comincia a dare una serie di ordini secchi. Avanti, ancora un pochino, Gianmarco porta pazienza, abbiamo quasi finito, il palloncino ora, tot atmosfere, ecco così, ancora appena appena, ora lo stent (breve discussione sui mm.), prendi quello, ok, ok, lì, a posto, abbiamo finito, sei a posto, tanti auguri e puoi tornare in camera. Posso prendere un caffè? Ma anche un whiskino se vuoi! Intanto astanteria ed in osservazione per una mezz’oretta. Il caffè aspetterà ancora un po’!

Settembre 1943: la vendetta nazista in Grecia, a Cefalonia, la più grande delle sue isole, un’intera Divisione Italiana verrà trucidata e massacrata dai tedeschi, perché i militari, tutti, rifiutano di passare ai loro ordini. Saranno circa diecimila i morti.

Io sono vivo, al freddo ma vivo, e mi chiedo: se quel pensionato greco scoppiato a piangere dalla disperazione e dall’insopportabile tortura del presente davanti ad un bancomat inaccessibile avesse avuto le mie stesse necessità?

“Abbattete pure tutta la Grecia a una profondità di 100 metri.
 Svuotate i musei di tutto il mondo.
 Abbattete qualsiasi cosa che sia greca, ovunque nel mondo.
 Dopo, eliminate la lingua greca dappertutto.
 -Dalla vostra medicina e dalla vostra farmacia.
 -Dalla vostra matematica (geometria, algebra).
 -Dalla vostra fisica e chimica.
 -Dalla vostra astronomia.
 -Dalla vostra politica.
 -Dalla vostra vita quotidiana.

Eliminate la matematica, eliminate ogni forma, trasformate il triangolo in ottagono, la retta in curva.
 Eliminate la geometria dai vostri edifici, dalle vostre strade, dai vostri giochi, dalle vostre macchine.
 Eliminate il nome di ogni malattia e di ogni cura, sopprimete la democrazia e la politica.
 Rimuovete la forza di gravità, spostate l’alto in basso, cambiate i satelliti in modo che abbiano un’orbita quadrata!
 Cancellate dalla vostra vita quotidiana anche ogni parola greca
 Cambiate tutti i vostri libri
 Cambiate i Vangeli, cambiate il nome di Cristo: Deriva dal greco e significa colui che ha l’unzione! Modificate la forma di ogni tempio (perché non abbia geometria greca).
 Eliminate Alessandro Magno, tutti gli eroi del mito e della storia, cambiate l’istruzione, il nome della storia, i nomi delle università, cancellate la filosofia, cambiate il vostro modo di scrivere, utilizzate l’alfabeto arabo, cancellate, cancellate, cancellate…
Direte “Non si può fare”.
Giusto, non è possibile, perché dopo non potrete neppure costruire una frase!
 È impossibile cancellare la Grecia, i greci e il loro contributo a questo pianeta…
La sfida, tuttavia, è stata lanciata…

(Jean Richepin, 1849-1926)”