Mafia, Calcio e Zanzare

di Cristian Buccisano

La fame mafiosa di potere e denaro non si limita a intaccare le istituzioni pubbliche, stuprandoci il futuro. La mafia non si limita a smerciare droga, a rovinare famiglie e negozianti chiedendo pizzi e ammazzando persone. La mafia non si limita a vendere armi commerciando morte. La mafia non si limita se c’è di mezzo un guadagno di denaro, perché i soldi non bastano mai e poi mai, a nessuno.

Le passioni di massa hanno dietro un enorme marketing e grandi traffici di denaro, ed è facile, molto facile, che dove c’è grande guadagno si annidino zanzare succhiasangue a parassitare in interi sistemi fino all’ultima goccia (o centesimo).

Il calcio è una passione di massa, ebbene sì, è la mafia la zanzara; come un cancro punta ad ogni forma di guadagno a costo di far marcire tutto.

Nel calcio il mezzo (quello emerso alla luce) che ha usato per guadagnare è stato il calcioscommesse, un filone giudiziario che finora ha portato all’arresto di circa duemila persone. Questa vicenda, di cui si è tanto parlato sui giornali e in tv, ha sfiduciato molti appassionati di calcio che la domenica andavano allo stadio in compagnia, per divertirsi  senza pensare al lavoro o alla moglie o agli scandali politici che impazzano nei media, si sono accorti che pure la loro passione era infangata e affetta da omertà e corruzione.

Il filone giudiziario ha un’origine molto singolare, quasi da copione cinematografico. Il tutto infatti partì dalle analisi di un pronto soccorso a cui fu sottoposto un giocatore della cremonese che la notte dopo la fine della partita aveva subito un incidente automobilistico; dagli esami clinici risultava aver assunto calmanti, peraltro a sua insaputa. Da queste curiose analisi partì un’indagine della magistratura, saltò fuori che il portiere della cremonese, Paoloni, aveva sciolto del calmante nelle borracce di alcuni suoi compagni, per truccare alcune gare.

Dalla schiacciante scoperta è venuto poi fuori un esteso meccanismo corruttivo che durava da anni.

I metodi sono i soliti e sono abbastanza noti: l’organizzazione mafiosa in questione manda il consueto esecutore col compito di pagare tangenti a calciatori, dirigenti o allenatori.

La partita viene così truccata e infine l’associazione mafiosa riscuote il denaro dalle agenzie di scommesse.Lo scandalo ha coinvolto anche personalità che fino a quel momento erano immacolate nell’immaginario generale: allenatori come Conte e calciatori come Doni.

Grandi e dolorosi colpi per i tifosi italiani.

Qui il calcio è una religione, la domenica non si va a messa, si sta a casa sul divano a guardare i posticipi di Serie A.

L’assetto perfetto è 4-3-3 più birra in mano.

Proviamo a capire il dolore dei tifosi juventini nel vedere arrestare Conte, considerato il messia portatore di nuove vittorie dopo le sconfitte e la serie B.

E apriamoci pure alla loro gioia per la resurrezione di Conte dopo i 3 mesi (non 3 giorni) passati, che l’hanno riportato in panchina.

Proviamo soprattutto a capire perchè la mafia si sta lentamente mangiando il futuro di una nazione intera eppure l’italiano medio si alza solo quando gli rubano un rigore, per poi stare seduto immobile e in silenzio quando gli rubano il futuro.

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