Mercato, ieri, oggi, domani

di Giovanna Senesi

Qualche riflessione sulla partecipazione attiva dei cittadini alla vita pubblica, intesa come rapporto con la pubblica amministrazione (Cdz, Comune, Area Metropolitana, Stato e le sue diffuse articolazioni territoriali).

La vicenda dello spostamento del mercato, in questi ultimi 4 anni, è emblematica. Storicamente, il mercato è presente all’ Isola dal 1928. Potrete leggere come si caratterizzasse allora, grazie alla relazione della Sig.ra Patrizia Airaghi, nativa del quartiere, che integra queste note. Come il mercato si caratterizzi oggi, temporaneamente collocato, è frutto di un accordo a tre: cittadini, APECA, Vice Sindaco di Milano. Intesa sottoscritta dopo anni di scontri con gli ambulanti, di petizioni, diffide al Comune a non procedere in modo autoritario, ricorso al Tar, ancora petizioni, ecc. La storia è già conosciuta da molti di voi, dunque  mi fermo qui. Voglio, però, mettere in evidenza un aspetto: la partecipazione del cittadino alla vita democratica.
E’ un principio che discende dal diritto di sovranità popolare e dal diritto di cittadinanza, che prevede la nostra Costituzione  (art. 118), riaffermato dalla direttiva europea (Libro bianco della Governance,  la Convenzione di  Aarhus,  la Carta dei diritti dell’uomo nella città,  da vari statuti regionali e comunali, ecc.) fino alla Carta della Partecipazione, dove si indicano i principi fondanti, sottoscritto e promosso  da importanti associazioni nazionali.

E’ prevista anche dallo statuto del Comune di Milano, pur in maniera molto timida e tradizionale: non si intravede una vera e propria spinta innovativa. Anche per una semplice petizione, firmata con tutti i crismi di legge, si ha una teorica risposta entro i giorni canonici (quando arriva), ma, il più delle volte, il destinatario della petizione non risponde. D’altro canto, non essendoci un obbligo definito, tutto rimane lì, silente. Per non parlare, poi, dei ricorsi al TAR, i cui tempi derivano da modalità compatibili con  l’importanza e la rilevanza delle questioni controverse.

In altri Comuni, al contrario, ad esempio quello di Parma, gestione 5 stelle, la partecipazione ha una sua rilevanza, ed anche le procedure adottate rappresentano una novità, pur in conformità con le norme regionali  e statali. Di positivo, c’è l’obbligo di risposta: per le petizioni, è fissato entro 60 giorni, ed è stato predisposto un apposito ufficio, che facilita la partecipazione, e ne assicura il funzionamento. Infine, ci sono i cittadini volontari, eletti tramite i loro consigli (C.C.V.), i quali organizzano la consultazione per il bilancio partecipato  del proprio quartiere. Una volta l’anno, sono previste camminate di quartiere, organizzate su temi specifici, con la presenza  del  Sindaco o Assessori.

Tornando allo spostamento del mercato, ricordo che la richiesta è antica: era presente già dai tempi in cui gli uffici della Federazione del PCI si trovavano in via Volturno. Allora, vi erano altre amministrazioni comunali e le richieste dei cittadini rimasero inevase, mentre i numeri dei banchi aumentavano. Il mercato è stato fatto crescere, senza preoccuparsi della convivenza con i residenti e con le nuove attività commerciali nascenti, o con le trasformazioni urbanistiche che si sono succedute.

Con il passare degli anni, la dimensione è divenuta quella che tutti conosciamo. Nel frattempo, anche il quartiere ha cambiato la sua originale organizzazione: le trasformazioni avvenute obbligano tutti a rivedere questa presenza, che – va detto – deve avere la sua tutela, ma non può cosi pesantemente condizionare la vita di chi ci vive o lavora. Per questo, va trovata una soluzione congiunta.

Mercato

Nel 2011, si è insediata la Giunta Pisapia, da molti votata per dare fiducia ad una maggioranza (PD, SEL, Rifondazione Comunista, Lista  civica Pisapia, Italia dei Valori, Lista Civica Moratti,  lista Bonino-Pannella, Verdi ), presentatasi con un programma aperto ed innovativo.

Abbiamo, da subito, espresso la volontà dei cittadini ad un ripensamento complessivo del mercato, dopo le radicali modifiche, avvenute con la costruzione della linea MM5, oltre all’importante urbanizzazione, che ha trasformato il quartiere.  Ad oggi, non abbiamo cambiato opinione: il rientro del mercato all’Isola è stato concordato come provvisorio, e strettamente legato al tempo necessario per i lavori da realizzare in Zara.

Restiamo in attesa che la Giunta Milanese, e la sua maggioranza, procedano, se necessario, ad un nuovo progetto, così come concordato tra le parti: fino ad’ora, chi ha mancato al rispetto degli impegni presi e delle delibere approvate è soltanto il Comune di Milano.

Riprendendo la questione della partecipazione dei cittadini, pongo a tutti una riflessione:  se, dopo tutto quello che è stato fatto in questi lunghi anni, in forma rispettosa delle  leggi, nulla è avvenuto  e tutto quanto resta come era allora, l’unico strumento che rimane ai cittadini è quello dell’appuntamento alle urne.

Però i partiti, tutti , la smettano di parlare di calo della partecipazione attiva, dell’alto numero degli astenuti, o, peggio ancora, di passaggio di voti. Non mantenere la parola data è una delle più gravi mancanze di rispetto verso cittadini.

Voglio restare ancora fiduciosa, ed augurare a tutti i residenti dell’Isola che qualcosa di nuovo si muova nel Comune di Milano.

Per quanto riguarda la partecipazione attiva dei cittadini alla vita pubblica, ci diamo appuntamento più avanti, a Milano c’è ancora tanta strada da fare.

Relazione Mercato

Mappa mercato Isola

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