Le avventure di Giovannino Semedimela – la Lilla

di Gianmarco Cravero

Caro giornalino Asilo, ti scrivo anche se ho già sei anni, sono grande e all’asilo non ci vado più da un pò di tempo. Ma tu sei simpatico e spero che tu mi aiuti. Questa mattina il mio paparino ha voluto che io andassi con lui a Niguarda, perché doveva fare un esame del sangue. “Così ti faccio vedere la metropolitana senza autista” mi aveva detto.Ero curioso ma avevo un pò di paura di andare a sbattere e poi lui era nervoso, perché non aveva potuto prendere neanche un caffè. Quando siamo saliti sul treno, appena aperte le porte, una folata di aria caldissima ci è venuta addosso e, una volta dentro, ci ha avvolto come un cappotto per colpa del riscaldamento a tutta Fanta (la birra non me la fanno bere)! Una giovane signora con il pancione sbuffava e si sventolava. Per fortuna andava a Niguarda anche lei…non si sa mai. Il mio paparino si guardava in giro, perché, brontolava, in questi modernissimi mezzi non c’è manco un cavolo di numero di telefono per segnalare i guasti. Quando siamo arrivati in Cà Granda ha pure ispezionato la stazione ma niente! Abbiamo perciò preso il 5 e, vedrai, mi dice, che al capolinea, dove c’è uno sgabiotto dell’ ATM, troveremo qualcuno. Infatti c’era:
meno male che era pugliese come il mio papà, altrimenti mi sa che se lo mangiava. Con un’espressione da branzino ancora da cuocere guardava il mio povero paparino e: “no, mi spiace, non ci sono numeri di telefono o segnalazione guasti, lì è tutto automatico, fanno tutto loro, ma faceva molto freddo?” Non aveva capito niente! Io spero che Superman esista davvero, perché se arrivano i marziani non ci salva nessuno.

Poi, intanto che aspettavamo il numerino del “tagliacoda” (a me fa venire i brutti sogni questo nome, spero che i gatti non passino mai di lì!), mi spiegava che è importante essere “cittadinanza attiva e civile”, perché così, senza costi aggiuntivi, le cose potrebbero funzionare meglio. Sarà, ma io sono preoccupato! Fra il nervoso, la tentazione di rompere un finestrino per far entrare l’aria e picchiare qualcuno, avevo paura che gli venisse un infarto!

Perciò ti prego, caro Asilo che ti occupi di noi piccoli, fallo sapere a quelle persone che guadagnano un sacco di soldi a sbafo, che il treno 5510 della linea Lilla, come una famosa marca di mucche, è un pochino guasto, e a me non è piaciuto molto. Il mio paparino poi brontolava: “ma se lo prendono quelli che vanno all’Expo, perché devono spendere i soldi da noi, cosa penseranno?” Mah, che siamo dei farlocconi ho pensato, ma non gliel’ho detto per non guastare la gita e farlo restare male.

Al ritorno siamo scesi all’Isola, che si chiama così anche se non c’è il mare. Per salire abbiamo preso l’ascensore, perché non ci sono scale mobili. Lì stavo per vomitare per la puzza di pipì che riempiva la cabina.

Ma, nell’era della comunicazione, non si può parlare con nessuno……!

Tanti saluti dal tuo amico Giovannino Semedimela.